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FINANZA/ Gli "interessi" che uniscono e dividono Ue e Uk

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Nel mese di gennaio 1959 la Cee divenne una realtà, con le previste prime misure di liberalizzazione nel campo delle tariffe doganali. Nel mese di novembre dello stesso anno - accantonata la sua richiesta di adesione - l’Inghilterra diede vita all’Efta (Associazione Europea di libero scambio) in accordo con altri sei paesi, e realizzava così in forma ridotta il progetto della “zona” che un anno prima era naufragato. Per qualche tempo Efta e Cee si fecero concorrenza “leggera”, a suon di tariffe doganali, ma già nel 1960 l’orientamento della Gran Bretagna “politica” riprendeva a essere quello dell’ammirazione per i successi della Cee e del suo maggior dinamismo rispetto alla staticità delle economie dell’Efta, in primis la propria. Ma rimaneva l’avversione alla Cee di quei cittadini che sostenevano che la Gran Bretagna non poteva innalzare fra sé e il Commonwealth la barriera della tariffa esterna comune. E contrario all’adesione era anche il comparto dell’agricoltura, tanto che si pensò di limitare l’unione doganale ai soli prodotti industriali. Ma, oltre che da segmenti della sua popolazione, analoghe pressioni per distogliere la Gran Bretagna da nuovi tentativi di associarsi alla Cee provenivano dagli altri Paesi dell’Efta (Svizzera, Svezia, Austria) con cui si era associata appena due anni prima.

Come detto, ancora nel 1960 non si poteva dire che l’idea dell’adesione alla Cee dell’Inghilterra fosse stata buttata del tutto alle ortiche. Anzi, proprio a seguito delle riflessioni che in quel periodo erano andate maturando, la prima vera richiesta formale di Brentrance veniva avanzata da MacMillan nel 1961, quattro anni dopo i Trattati di Roma, assieme alla Danimarca e all’Irlanda, seguite nel 1962 dalla Norvegia. Su pressione di De Gaulle, che metteva in dubbio la volontà del Regno Unito di entrare davvero nella Comunità, nel gennaio 1963 i negoziati venivano interrotti. La pausa durò fino al 1967, quando i quattro candidati citati (il premier inglese era Harold Wilson) chiesero una seconda volta l’ingresso nel Mercato comune, senonché la Francia non diede il suo consenso ai negoziati neppure questa volta. Gli stessi quattro candidati tornarono a chiedere l’ingresso nella Cee nel 1969, e questa volta la Francia di Pompidou (succeduto a de Gaulle) non pose più ostacoli, consentendo quindi l’inizio dei negoziati che durarono oltre tre anni (con i laburisti di Wilson sempre al governo).

La Brentrance ebbe finalmente successo, cosicché col 1° gennaio 1973 il Regno Unito (ma anche la Danimarca e l’Irlanda, non invece la Norvegia che aveva ritirato la domanda a seguito del prevalere dei No nell’apposito referendum) diventò membro effettivo della Cee. Al governo in quel momento stavano i conservatori e Primo Ministro era Edward Heath. Il matrimonio era destinato a durare 43 anni, ma già nel 1975 esso veniva posto sotto i riflettori nazionali tramite un referendum popolare di approvazione che, con il suo 70% di consensi, rappresentò un davvero triste e ironico precedente di quello che 41 anni dopo segnerà un “pentimento” di storica portata.

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