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SPY FINANZA/ La bomba a orologeria nel cuore dell'Europa

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Per Damien Carde, responsabile della syndacation per il settore pubblico di Royal Bank of Scotland, «gli hedge funds stanno crescendo di importanza. Se devi portare una grande syndacation sul mercato, rappresenta sempre un qualcosa in più avere la comunità dei fondi a bordo con te». Ma se il denaro degli hedge funds è stato finora importante per aiutare a colmare l'order book primario delle emissioni, gli impatti di lungo termine in fatto di volatilità sul mercato secondario potrebbero essere disastrosi per un regione che è sopravvissuta con fatica alle diverse crisi del debito patite a partire dal 2007. Gli hedge funds, infatti, hanno un approccio di investimento molto attivo, operano quando anticipano la possibilità di un return interessante nel breve termine. Ma non appena vedono sparire quella prospettiva di guadagno, spariscono anche loro. 

I fondi potrebbero infatti operare trades sulla curva dei rendimenti, magari anticipando yields più alti nel breve termine oppure muovendosi solo sulla parte lunga della curva, il tutto in base a valutazioni empiriche su come potrà essere controllata l'inflazione nel lungo termine: ma quando decidono di chiudere le posizione, il loro aiuto svanisce e si tramuta in una seria complicazione. Perché se uniamo alla volatilità che possono innescare sui mercati attraverso una sell-off, il fatto che di shock politici l'Europa ne rischia di vivere almeno sei, sette da qui a fino 2017, capite che il rischio di una riedizione della crisi del debito 2010-2012 sale di parecchio. E con le banche imbottite di sofferenze contabilizzate non si sa a quale valore facciale, il rischio di un tonfo in piena regola è dietro l'angolo. Stiamo piazzando quasi un quinto delle emissioni di debito a lungo termine a hedge funds: si chiama disperazione. 



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