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MPS/ Bce e la "notizia" che ci fa attendere gennaio

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In questo senso, il lancio della ricapitalizzazione sia nell'entità che, soprattutto, nei termini nei quali è stata lanciata rappresenta in qualche modo un "azzardo morale", nato concitatamente anche per tener dietro agli auspici governativi, tanto più che, col suo 4% sul 22% del capitale presentatosi a votare ieri in assemblea, il governo oggi detiene il 20% dei voti nella banca ed è a tutti gli effetti il socio di riferimento. 

La conversione volontaria delle obbligazioni subordinate in azioni per almeno due miliardi da parte del pubblico indistinto rappresenta in questo contesto nebbioso un'altra incognita. Riuscirà? Si fermerà a 1 miliardo solo, come pronosticano i più?

Un'altra ragione per la quale i 280 investitori sondati da Morelli & C. rispetto al necessario aumento di capitale si sono tenuti prudenti e, a oggi, non hanno firmato alcuna impegnativa. Se su 280 soggetti, a quel che è stato loro presentato, nessuno ha risposto con un "sì", qualcosa di inquietante ci sarà, oltre quanto già tristemente noto. Qualcosa di dubbio: ed è appunto ciò su cui indaga la Bce, altro che routine.

Infine, una menzione la merita una battuta del presidente uscente Tononi: "Siamo aperti a qualunque proposta ma nessun altro progetto potrebbe funzionare meglio del nostro", ha detto. Un ossimoro, del genere: "Si fa credito solo ai novantenni, purché accompagnati dai genitori".



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