BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

REFERENDUM/ I due "voti" (economici) contro il Governo

Pubblicazione:

Matteo Renzi (LaPresse)  Matteo Renzi (LaPresse)

Non siamo di fronte alle conseguenze di uno scandalo finanziario o all'ingordigia di qualche speculatore, bensì al risultato dei limiti della "banca del territorio" così come è degenerata nel corso dei decenni: banchieri che fondano il proprio potere sulle clientele, giornali che abdicano al ruolo di vigilantes per conto dell'opinione pubblica, politici abituati a chiedere. Infine, operatori economici che da troppo tempo sono soliti rischiare i denari prestati (cioè dei depositanti) invece di quelli propri e per questo sensibili alle pressioni di sindacati, associazioni e talvolta anche della Chiesa. Il risultato, in termini macro, è un'economia spesso popolata da aziende zombie, ancora in piedi per una malintesa carità che sottraggono risorse a iniziative nuove. In termini politici, una situazione destinata a pesare in maniera drammatica sia sui risparmiatori che sui lavoratori non garantiti, ormai di gran lunga i più numerosi. Per un giorno elettori, probabilmente poco interessati all'abolizione dello Cnel, ma assai arrabbiati con un Paese che del risparmio non si occupa se non in maniera episodica, burocratica e inefficiente. Ancor oggi esistono banche non quotate che hanno collocato i titoli presso decine di migliaia di risparmiatori, con il recente assenso di Banca d'Italia e della Consob: potrebbero essere le prossime Popolare di Vicenza. 

Insomma, la rabbia di risparmiatori e di contribuenti ha più di una spiegazione. Certo, non c'entra nulla con il referendum. Ma gli elettori hanno poche occasioni per sfogare le proprie frustrazioni e il rifiuto per un ritratto falsamente positivo della congiuntura. 



© Riproduzione Riservata.

< PAG. PREC.