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REFERENDUM/ Sì o No, c'è una manovra correttiva che ci aspetta dopo il voto

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Matteo Renzi (Lapresse)  Matteo Renzi (Lapresse)

Credo che la situazione non vada sopravvalutata. Penso che non ci sia nessun vero rischio. L'unico rischio l'ha creato Renzi drammatizzando in modo erroneo il voto, sostenendo che se vincesse il No ci sarebbe un'incognita. Non è vero: l'incognita dipende solo dal fatto che il Premier fa intravvedere le sue possibili dimissioni. Cosa interessa ai mercati se noi cambiamo o meno la nostra Costituzione? A loro interessa sapere se l'Italia è solvibile o no. E il problema è che in questo momento abbiamo un eccesso di debito su Pil che non tende a scendere e un deficit che quindi va corretto.

 

La situazione internazionale che in questo momento ci sta creando dei problemi è destinata a durare?

Credo si tratti di un fenomeno transitorio. Se poi l'America si stabilizza e si verifica un rialzo di tassi in regime di espansione economica (Trump sembra determinato a dar vita a una politica espansiva economica, non puramente monetaria), noi abbiamo tutto da guadagnarci. Quindi si tratta di attraversare un momento di transizione che non c'entra nulla con il referendum.

 

(Lorenzo Torrisi)



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COMMENTI
26/11/2016 - Importante intervista (ALBERTO DELLISANTI)

Importante proprio oggi, alla vigilia del fatidico voto del 4/12. Fa chiarezza. grazie intervistatore e Prof Forte.