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LEGGE DI STABILITÀ 2017/ Pensionati, statali e famiglie: la "vendemmia" che aiuta il Sì (ma non l'economia)

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Matteo Renzi (Lapresse)  Matteo Renzi (Lapresse)

Ma quanto costeranno le promesse di finanza allegra elargite da Renzi agli elettori sull'altare del "sì" al referendum? Se lo chiedono in tanti, in queste ultime, fastidiose giornate di bagarre pre-elettorale, se lo chiede - chiaro e tondo - anche il Corriere della Sera, che pure non ha seguito certamente nelle ultime settimane la linea del "no" preferendo una sorta di neutralità pensosa, e barcamenandosi tra l'anima montiana, lividamente negativa per rancori personali oltre che, forse, per convinzione, e l'anima filogovernativa che invece auspica il "sì". Ma i numeri sono numeri, e la sfilza di promesse da "cchiù Pil per tutti" sparate a raffica da Renzi stordisce.

"Intanto, Ottavio mio quest'anno ha preso qualcosa di soldi in più", spiega dalla Basilicata Elisabetta, una signora vicina alla pensione da bracciante, che per arrivare a fine mese senza affanni agli 80 euro c'ha fatto giustamente l'abitudine; e aggiunge: "E se Toni mio mo' prende questi 30 euro in più che diceva la televisione, pure è 'na cosa buona!". Ed Elisabetta ha tutte le sue buone ragioni per votare sì. Guarda il Tg1 e dice al marito Toni: "'Sto giovane è bravo, ci aiuta!". E lo vuole rivotare.

Perché alla fine, si sa, tanti di noi votano - votiamo - con la tasca. Ed è questa la semplicissima ragione per cui nei decenni il voto di "scambio collettivo" - tu mi eleggi, io ti pago con i soldi dello Stato - ha sempre imperato in Italia, anche se Achille Lauro ieri e Vincenzo De Luca oggi, nella colorata Campania, lo praticavano con una spudoratezza che è passata alla storia - ieri, col Comandante, alla storia della democrazia e dei suoi limiti strutturali, oggi, con Don Vincenzo, alla storia della farsa napoletana.

Sia chiaro, non è che Renzi sia un cattivone, semplicemente vuole il potere e l'ha perseguito come fanno da sempre i politici, semmai può far fastidio che abbia sparso soldi a destra e a manca, ancor più promettendone, fino a millantare di nuovo il ponte di Messina - cioè abbia ricalcato le orme dei tanti predecessori della Prima Repubblica - dicendo nel frattempo di essere l'alfiere del "nuovo". Ma tant'è: non è sostanzialmente peggio degli altri, è come gli altri.

Il punto è che purtroppo le politiche più interessanti, tentate a sostegno non dei redditi degli elettori e dei loro consumi ma a stimolo della crescita economica, hanno sortito effetti minimi o nulli. Crescita e consumi sono lì, al palo, su livelli minimi d'Europa, mentre il debito pubblico è aumentato, e l'avanzo primario no, al contrario è aumentato il deficit. A conferma che i vari interventi di spesa sono stati fatti spendendo deficit!

E le misure di questi giorni sono tutte nel medesimo segno. Giustissima la polemica con la Commissione europea per non dover contabilizzare nel famoso, stramaledetto limite del 3% di deficit rispetto al Pil i costi della ricostruzione delle zone terremotate o dell'accoglienza dei migranti, ma dove contabilizzeremo gli "extra" inseriti in questi febbrili giorni pre-elettorali?



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COMMENTI
29/11/2016 - ricongiungimento pensionistico (ALFREDO NARDI)

Vorrei sapere se nella nuova legge vi è la possibilità del ricongiungimento tra inps ed enasarco. Ho 18 anni di versamento enasarco e non mi riconoscono nulla !!!