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SPILLO/ Sulla Trumponomics attenzione ai cliché: un dollaro forte può aiutare (un po') tutti...

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Il presidente eletto Donald Trump  Il presidente eletto Donald Trump

In conseguenza delle aspettative sopra descritte, il "bear market" obbligazionario dovrebbe continuare, gli utili aziendali espandersi ulteriormente (negli Usa), giustificando nuovi massimi per gli indici azionari (nuovi massimi che potranno essere raggiunti contemporaneamente a una contrazione dei multipli, indotta dalla risalita dei tassi di interesse).

La debolezza di altre divise contro dollaro Usa potrà produrre nelle rispettive aree valutarie una salita dei tassi di inflazione, contribuendo in questo modo all’esportazione di maggiori tassi di interesse dal dollaro al resto del mondo. Se vogliamo leggere gli effetti delle politiche che Trump potrà facilmente attuare su un orizzonte di tempo più lungo e valutare la coerenza di queste alle attese dei suoi elettori, l’analisi deve considerare anche alcuni dettagli aggiuntivi, dati dal potere redistributivo del reddito delle politiche che attuerà e dal gradimento o meno di questo effetto in capo soprattutto al suo elettore.

Su un piano più squisitamente socio-economico, l’elettore di Trump può essere riconosciuto in una persona che stava soffrendo un impoverimento personale non solo di tipo monetario, ma anche, e forse soprattutto, nella dignità personale. Con le difficoltà economiche indotte da diverse ragioni, la sensazione di impotenza del ceto medio, conservatore nel caso dell’elettore di Trump, ha raggiunto livelli non sopportabili, che hanno portato questi individui a volere esprimere con fermezza una volontà o necessità di cambiamento radicale. Il girare la pagina, coerentemente alla cultura del Mid West, non ha voluto essere una richiesta di sostegno assistenziale, è stata soprattutto la ricerca di condizioni di nuova possibilità offerte a prescindere da quello che aveva ottenuto chi il successo lo aveva già raggiunto, godendone i benefici. In parte il voto a Trump è anche stato la protesta di chi si vedeva tassato per sostenere i privilegi della classe politica (sanità, pensioni, ecc.) non raggiungibili dalla popolazione “che lavora”.

La risposta alla richiesta del suo elettore potrebbe non venire necessariamente da una migliore distribuzione della ricchezza e del reddito, forse più importante è una migliore sensazione di potere rispetto alle proprie condizioni economiche. Se questa conclusione fosse corretta, in un ambiente in cui l’evoluzione tecnologica e la costante discesa del costo dei trasporti (con i loro effetti sulle uguaglianze e disuguaglianze economiche nel mondo), cosa può fare Trump? Come dovrebbe essere descritta la politica economica capace di rispondere a questa domanda? Per ora, nel programma dichiarato da Trump non si percepisce una attenzione a questo tema, il potenziale di delusione esiste, ma il suo emergere non appare nel breve termine.



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