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FINANZA E POLITICA/ Il vaso di Pandora pronto per l'Italia

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Chissà, magari Renzi si era pure illuso, visto che sta facendo un favore alla finanza straniera. Qualche anno fa, un report della banca americana JP Morgan (di cui ho già parlato) si lamentava delle legislazioni dei paesi del sud Europa, a suo dire troppo “socialiste” (cioè a difesa dei deboli) e quindi poco interessanti per gli investitori, augurandosi che ulteriori crisi costringessero tali paesi a robuste riforme costituzionali. A sancire gli interessi stranieri, la nuova Costituzione prevede all’articolo 117 che la potestà legislativa sia sottomessa alla Costituzione e ai “vincoli derivanti dalla Unione europea”, come spiegato da un ottimo articolo del costituzionalista Giuseppe Palma.

Forse questo ulteriore cedimento aveva illuso Renzi. Forse Renzi ha gioito quando Berlusconi nel 2011 fu costretto alle dimissioni dalle manovre speculative straniere sullo spread. E non si era reso conto che così il governo italiano ne sarebbe uscito irrimediabilmente indebolito nei rapporti con l’estero. Ora forse inizia a rendersene conto, viste le continue bacchettate che riceve dopo la finanziaria proposta. Renzi si è illuso non rendendosi conto che quelli che hanno mandato via Berlusconi sono gli stessi che ora gli stanno mettendo il bastone tra le ruote. Probabilmente sospettano la vittoria del No al referendum e la caduta di Renzi, così si preparano a farcela pagare cara per costringerci a soluzioni sempre più drastiche, a vincoli sempre più stretti. Infine, per costringere lo Stato a svendere le proprie aziende migliori, in modo che vengano ridimensionate o in modo che i profitti finiscano all’estero.

Insomma, niente di nuovo e niente di buono, soprattutto per l’occupazione e per la crescita. Ma gli imprevisti sono tanti e non è detto che questo piano vada in porto. La Francia ne è un esempio. Nonostante lo sforamento dei parametri europei (il deficit francese è al 4% e i recenti dati sul Pil inferiori alle attese fanno temere che non rientrerà a breve) e l’assenza di sanzioni, l’esplosiva situazione sociale (eccesso di disoccupazione, eccesso di differenza tra poveri e ricchi, eccesso di immigrazione) ha portato la polizia francese (dopo l’ennesimo grave atto di violenza subito) a protestare in piazza di notte. La notizia è stata praticamente bucata da tutti i media di informazione italiana, nonostante le manifestazioni si siano svolte in tutta la Francia e nonostante non sia la prima volta di tali clamorose proteste, che sono accadute anche nel mese di maggio di quest’anno. Il governo e il direttore della Polizia nazionale avevano minacciato gli agenti e spiegato che tali azioni dimostrative erano “inaccettabili” e comportavano gravissime punizioni, ma i poliziotti hanno risposto che “inaccettabile è fare da passivi testimoni all’eliminazione del proprio popolo”. Una frase durissima. La notizia è riportata da un post del blog del giornalista Maurizio Blondet.



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