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SPY FINANZA/ Mps e i fallimenti della Bce

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Ieri mattina la Bce ha infatti diffuso alcuni dati interessanti sul comparto bancario e sapete cosa ne viene fuori? Nell'eurozona le banche sono sempre più piene di liquidità. Miliardi fermi che, nonostante una politica monetaria espansiva, non trovano sbocco nell'economia reale a causa di un'insufficiente spesa per consumi e investimenti. O, forse, per non volontà di erogare credito, a fronte di bilanci zoppicanti e perdite potenziali da coprire? Stando all'ultimo dato disponibile, quello di giovedì sera, le banche dell'eurozona avevano una liquidità in eccesso pari a 1.129 miliardi di euro, il nuovo massimo storico. Tra questi, anche 430 miliardi di depositi overnight delle banche commerciali presso la Bce, in questo caso il top dal 16 luglio 2012. 

Giova ricordare che la Bce remunera il denaro depositato dalle banche commerciali al tasso annuo di -0,40%, quindi pur di non prestare e prestarsi soldi, le banche preferiscono perderci ma parcheggiare il denaro tra le tranquille mura dell'Eurotower. In condizioni economiche standard, l'eccesso di liquidità bancaria è sempre pari a zero, perché tenere i soldi fermi ha un costo per le banche, ma oggi viviamo nel meraviglioso mondo del Qe perenne, dei soldi a costo zero, dei titoli di Stato che campano con spread anestetizzato grazie al backstop della Banca centrale e con i bond corporate che possono tranquillamente evitare qualsiasi processo di price discovery reale, tanto se hanno l'investment grade garantito anche da un singolo soggetto, il buon Draghi compra e tu ti finanzi per poter operare. 

Ma in cosa si opera? Buybacks azionari, ricapitalizzazione, gestione del patrimonio: non assunzioni, non ricerca e sviluppo, non ammodernamento delle strutture produttive. E il perché è semplice: perché le banche i soldi se li tengono, quindi da quando la Bce ha dato il via all'acquisto di bond corporate, le emissioni sono andate alle stelle, visto che si sono tramutate in strumento primario di finanziamento aziendale, una linea di credito di fatto illimitata e a costo zero. Capite perché se non si taglia di netto il cordone ombelicale, divenuto dal 2008 in poi una coda di drago, tra politica e banche/finanza, questo mondo è destinato a non vedere più crescita economica reale, né aumento della produttività? E più andiamo avanti con queste politiche, più difficile sarà il processo di deleverage una volta che termineranno o perderanno di intensità: se poi a dicembre la Fed dovesse davvero alzare i tassi, sarebbe un bagno di sangue. 

E non è detto che non lo faccia: se fosse Donald Trump a spuntarla martedì prossimo, un aumento di un quarto di punto tra un mese non è da escludere. Perché a quel punto si creerebbe il combinato disposto di Fed che alza, Bce che potrebbe annunciare il Qe oltre il marzo 2017, sciopero generale in Grecia e il voto del referendum in Italia con lo spread a farla da padrone: la tempesta perfetta. E quando non si sa come uscire da una situazione esplosiva divenuta vicolo cieco, si ricorre quasi sempre alla ricetta di Schumpeter. 



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