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FINANZA/ Italia ed euro, il "grande affare" in corso sui mercati

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C'è un dato di cui nessuno parla, ma che invece pesa come un macigno. Se si fa la Brexit "dura", l'avanzo commerciale della Germania subisce una batosta. Berlino ha infatti un importante surplus con due paesi: Stati Uniti e Gran Bretagna. E rischia di perdere il 20% del suo gigantesco avanzo commerciale. La mia personale previsione è che faranno di tutto, troveranno qualche marchingegno gattopardesco, per far finta di cambiare tutto ma non cambiare niente, in particolare sugli scambi economici.

 

La Germania intanto ha un'altra partita aperta, quella contro il Quantitative easing di Draghi. Secondo lei, gli acquisti di titoli da parte della Bce andranno avanti dopo marzo 2017?

Draghi è sotto tiro. E sempre di più si dice che i costi economici del Quantitative easing superano di gran lunga i benefici. Costi che consistono principalmente nei bassi rendimenti delle attività finanziarie, che penalizzano i risparmi tedeschi. La Germania è quindi fortemente critica con Draghi. Di certo non può "rovesciarlo" da un giorno con l'altro, anche perché si dice che il prossimo governatore della Bce sarà un tedesco, ma può accelerare la fine del Qe. 

 

Molta incertezza c'è anche per le mosse della Federal Reserve…

L'aumento dei tassi Usa ci sarà. Se non avverrà a dicembre, credo che i mercati non la prenderanno bene. Il problema di fondo è che Janet Yellen sta cercando di portare in una situazione normale la struttura dei tassi negli Stati Uniti, ma ormai c'è un punto di crescente dibattito negli Usa, che si sentono sempre meno "normali". Questo perché la crisi ha accentuato una tendenza storica molto forte di diminuzione della partecipazione di uomini tra i 20 e i 54 anni al mercato del lavoro. Questo per gli Usa è un problema fortissimo. 

 

Perché Professore?

Perché significa minor crescita. Infatti, negli Usa si preoccupano perché il Pil cresce del 2%, dato che in passato i periodi di post-recessione sono sempre stati con crescita superiore al 4%. E quindi ci si chiede cosa stia succedendo. La preoccupazione di fondo è che le aspettative del mondo produttivo americano si siano ristrette.

 

E quanta preoccupazione c'è sui mercati per una vittoria di Trump?

Il candidato repubblicano è senza dubbio un personaggio particolare e rappresenta una grossa incognita. Si trascura però di dire una cosa: come mai metà degli americani voterebbe Trump? Sono diventati tutti matti? Evidentemente no. Oggi il ceto medio non vive meglio di dieci anni fa. E la gente è arrabbiata per questo motivo. Trump sta riproponendo il sogno americano, già dal suo slogan "Make America Great Again". I suoi elettori vogliono quindi tornare a pensare agli Usa come "land of opportunity". Una vittoria di Trump non è da sottovalutare. Ma qualora la Clinton vincesse potrebbero non tardare ad arrivare delle richieste di impeachment. Quindi queste elezioni rappresentano davvero un momento molto delicato.

 

(Lorenzo Torrisi)



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