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FINANZA E POLITICA/ La settimana chiave dello spread

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La mattina, sempre del 2 novembre, Jean-Paul Renne, dell’Università di Losanna, ha presentato in un seminario ristretto alla Banca d’Italia un nuovo modello econometrico elaborato con Olesya Grishchenko del Federal Reserve Board e Sarah Mouabbi della Banque de France per stimare inflazione e tassi d’interesse negli Stati Uniti e nell’eurozona a cinque anni (non a due anni come fanno gran parte del modelli attualmente in uso). Non c’è da stare allegri: negli Usa, dopo un aumento di inflazione e tassi nei prossimi mesi, si tornerebbe a calma piatta; in Europa si resterebbe a calma piatta e neanche una maggiore dose di Quantitative easing riuscirebbe a migliorare la situazione.

In un’Europa a calma piatta, però, c’è chi è più piatto degli altri. E le classifiche di Ref e Prometeia mostrano che non siamo affatto in buona posizione. Se lo spread sale occorre al più presto avere al Governo una squadra che “faccia” politica economica e affronti il problema del debito.

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