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ELEZIONI USA 2016/ Clinton o Trump, gli effetti pronti per l'Italia

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Donald Trump e Hillary Clinton (LaPresse)  Donald Trump e Hillary Clinton (LaPresse)

ELEZIONI USA 2016, CLINTON O TRUMP? Quale effetto potrebbero avere le elezioni in America sull’Italia? I sondaggi rendono probabile, pur di poco, la vittoria di Clinton e che le due assemblee parlamentari avranno maggioranze diverse, ma non escludono il successo di Trump. Cosa si può cercare di prevedere? I vincoli e gli interessi oggettivi che condizioneranno ambedue i candidati se vincenti. Il discontinuismo di Trump fa temere una svolta protezionista dell’America che annullerebbe i trattati di libero scambio ora in cantiere e ridurrebbe l’apertura esterna del mercato statunitense, facendo crollare il sistema globale e l’America stessa.

Se al potere, Trump vedrà tale rischio e limiterà il suo protezionismo a un più razionale bilanciamento delle asimmetrie commerciali: cuscinetti per attutire l’eccesso di concorrenza esterna a danno della classe media e una maggiore attenzione alla reciprocità nelle relazioni di mercato aperto con le altre nazioni. Clinton, pur aperturista, farà una cosa simile perché condizionata dalla sinistra protezionista di Sanders e Warren.

Si teme che Trump indebolisca la Nato e le relazioni con gli europei, mentre Clinton è sia più pro-atlantica, sia orientata a re-ingaggiare l’America nel mondo. In realtà, se l’America vuole tornare grande, slogan di Trump, dovrà necessariamente consolidare l’alleanza con gli europei, e il Giappone, perché è ormai troppo piccola per esercitare da sola un’influenza globale. In sintesi, ambedue i possibili eletti saranno condizionati dall’ondata protezionista interna, ma anche dovranno mantenere l’America aperta, per crescere, e convergente con gli alleati.

Effetti sull’Italia. A ogni turbolenza internazionale l’Italia è la più penalizzata perché il mercato pesa di più la sua fragilità dovuta a troppo debito e poca crescita. Se Trump vincesse, per qualche settimana Borsa e titoli di debito crollerebbero, ma dopo risalirebbero a seguito di un Trump più realista. Se vince Clinton, i valori italiani avranno un forte balzo in alto a breve, poi attutito, però, dall’incertezza nazionale.

Il secondo rischio riguarda la cancellazione del trattato economico euroamericano (Ttip) che fornisce all’Italia un grande vantaggio: sarà ripreso nel 2018, probabilmente rielaborato e/o spezzettato, ma andrà avanti. Il terzo rischio, un’Italia lasciata sola nel Mediterraneo da un’America che si ritira è improbabile si avveri sia con Trump, sia con Clinton.

Non vedo grandi problemi, a parte quello di breve termine, ma sarà saggio per l’Italia rafforzare in forma bilaterale, extra-Ue, l’alleanza con la nuova amministrazione statunitense.

 

www.carlopelanda.com



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COMMENTI
08/11/2016 - Una parte saggia, ed una molto meno... (ALBERTO DELLISANTI)

E' importante leggere dalla penna del Prof. Pelanda ("italo-americano" verrebbe da dire, filo americano maxi...), che se Trump ci va alla Casa Bianca, non casca il mondo. Ho sempre pensato con il buon senso che alcune asperità verbali che al "Tycoon" sicuramente non mancano, non potessero essere l'orizzonte al quale inchiodarlo. E' ciò che il Gotha Statunitense (targato Clinton in primis e Obama in secundis) ha cercato con ogni mezzo (anche il meno commendevole) di fare. Ma battendo chiodi ben al di là degli spunti offerti dall'avversario di madonna Clinton. In realtà (Pelanda lo dice) un Trump alla Casa Bianca troverà la via del componimento tra idee di fondo e passi realisti da fare. Auspico la vittoria di Trump perché credo molto meno ad una capacità della Clinton di finirla con tragiche guerre di distruzione dell'Iraq, poi della Libia, poi della Siria e dello Yemen. Soprattutto in Siria, è in atto a livelli protratti, disumani, scandalosi, la guerra portata avanti da USA e Arabi Wahabiti (la democrazia più grande del mondo, e un bieco Islam - quello loro, solo il loro - delle Monarchie della Penisola Arabica) in una forma di alleanza "contro natura". Lo dico con vocaboli che nulla spartiscono con un altro commento qui pubblicato, ma sul Trattato amato da Pelanda vi è molto, ma molto da eccepire. L'Europa non può eternamente fare il pilastro euro americano (a trazione decisamente americana). Deve essere un pilastro in bonis con gli USA e in bonis con la Russia.

 
08/11/2016 - ho letto bene? (Eugenio Bravetti)

"Il secondo rischio riguarda la cancellazione del trattato economico euroamericano (Ttip) che fornisce all’Italia un grande vantaggio" ....ma lei è un pazzo scatenato