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RENZI vs UE/ Borghi: il "trappolone" del Premier dietro gli attacchi all'Europa

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Jean-Claude Juncker (Lapresse)  Jean-Claude Juncker (Lapresse)

Sia chiaro, Renzi non è impazzito. Sta facendo esattamente quello che dice l'Europa, ma inganna i cittadini facendo credere il contrario. Se avessimo voluto opporci all'Ue, invece di chiedere in ginocchio la flessibilità a Bruxelles per uno 0,1% di deficit (che vuol dire comunque fare quello che ci viene chiesto), avremmo dovuto fare una manovra con saldi ben differenti. Nel momento stesso in cui fosse stata sollevata una qualche obiezione, sarebbe bastato togliere una parte del contributo dato al bilancio Ue per usarlo ai fini dell'emergenza terremoto.

 

Nelle ultime settimane lo spread è tornato a salire, tornando sopra i 150 punti base e superando anche i 160. Secondo lei, ci sono timori che l'Italia possa essere l'anello debole dell'euro e quindi i mercati stanno scommettendo contro di noi per far saltare la moneta unica?

Un momento. Chiariamo subito una cosa: lo spread si è alzato perché evidentemente la Banca centrale europea ha diminuito gli acquisti dei nostri titoli di stato. I famosi "mercati" non c'entrano, non hanno la capacità di attacco su un singolo Paese. Quanto all'euro, anticipo ai vostri lettori che il 30 novembre a Bruxelles verrà presentato un lavoro fatto da me e Alberto Bagnai in cui cerchiamo di spiegare perché ci sono atteggiamenti diversi nei confronti dell'Ue da parte dei suoi paesi membri. Faremo vedere chi ha più facilità o convenienza ad andarsene. Quindi diventerà anche evidente perché ci sono dei paesi, come Spagna, Portogallo o Irlanda, che non ci pensano nemmeno ad andarsene. Sebbene in apparenza ne sembrino danneggiati. 

 

Secondo lei, lo spread viene fatto salire apposta per mettere pressione agli elettori in vista del referendum del 4 dicembre?

Certo che è così. Qualcuno si ricorda il referendum in Grecia? Come mai le banche greche chiudevano? Perché la Bce non le garantiva più con l'Ela. Quindi capite bene che la volontà di chiusura o di apertura delle banche greche era del tutto scorrellata dai fondamentali delle banche medesime. In questo momento, quindi, il vero potere dell'Ue, che può far chiudere banche, rendere il debito non solvibile, decidere quindi anche il tasso di finanziamento dei singoli stati, è in mano alla Bce, un organismo che di democratico non ha nulla. 

 

(Lorenzo Torrisi)



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COMMENTI
09/11/2016 - E' proprio un "trappolone" (ALBERTO DELLISANTI)

Il monopolio dell'intelligenza el gh'è minga. I PD del neo tipo saccente guardano dall'alto in basso pure i leghisti. Salvini avrebbe certo bisogno di qualche innesto in quanto politico posto a capo di un partito. Le sue caratteristiche interessano, ma se non si accompagnano ad altre in lui carenti lo inchioderanno ad una tenzone con Berlusca senza che né l'uno né l'altro possa vincerla. Sarebbe bello se tali innesti potessero venirgli da un politico esperto come Maroni, o da un Economista come il Prof Borghi Aquilini. A questi due leghisti non difettano proprio una gran somma di competenze, e le ampie visuali necessarie all'operatore politico. L'intervista a Borghi Aquilini è così chiara sul doppio gioco del giocatore Renzi, che latra con il muso puntato a Bruxelles, e contemporaneamente non ha mai smesso di avallare anche per l'Italia ogni provvedimento che il trio Merkel Junker Hollande va secernendo. L'abbaio come fumo negli occhi. Un copione per attrarre ad un SI' (a dicembre) tanti sinceri euro-stufi. (Stufi del corrente andazzo, non dell'Europa di valore che non c'è più).