BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

FINANZA E REFERENDUM/ I "calcoli" di Germania e Jp Morgan

Pubblicazione:

Lapresse  Lapresse

La stessa Reuters, nella sua ricostruzione, riconosce però che un supporto più di lungo termine potrebbe richiedere una formale richiesta di aiuto da parte del governo italiano, presumibilmente da avanzare al fondo Esm. Ovvero, la troika. Da un punto di vista legale, in effetti la European Court of Justice che sovrintende al meccanismo Omt ha offerto molta libertà alla Bce per modellare e utilizzare le sue politiche affinché siano considerate effettive e proporzionate. Ed è altrettanto vero che lo stesso criterio di capital key che regge l'impianto del Qe è stato esso stesso utilizzato finora con parecchia flessibilità. Inoltre, durante la terza ondata di crisi greca dello scorso anno, quasi tutti gli analisi concordavano sul fatto che la Bce avrebbe potuto lanciare un Anti-Contagion Programme che focalizzasse gli acquisti su uno specifico mercato azionario in sofferenza a causa degli spillovers provenienti da Atene e, questo, senza aver bisogno della condizionalità tipica, ad esempio, dell'Omt. 

Come anticipato, JP Morgan non crede a questa ricostruzione per quattro ragioni. Eccole. Primo, l'attuale programma di Qe è strutturato per ottenere il target di inflazione e, quindi, sia da un punto di vista legale che di politica, ogni intervento specifico su una nazione dovrebbe essere operato attraverso un nuovo programma (o, più propriamente, attraverso il già esistente meccanismo Omt). Secondo, è difficile vedere come la Bce possa intervenire in Italia senza alcuna condizionalità, visto che l'Italia soffre più per problemi interni e strutturali che per shock esterni (leggi il sistema bancario e la ratio debito/Pil): quindi, l'Anti-Contagion Programme non appare utilizzabile nel caso italiano. Terzo, la flessibilità dell'attuale programma di Qe si basa sulla regola in base alla quale determinati bonds non possono essere comprati in una nazione a causa della scarsità: riallocare acquisti sull'Italia quando le obbligazioni possono essere ancora comprate altrove altererebbe la natura della flessibilità esistente. Quarto e ultimo, per tutte queste ragione JP Morgan ritiene impossibile immaginare che l'attuale programma di Qe possa intervenire sul mercato italiano senza una preventiva approvazione da parte del Governing Council della Bce e, se anche si arrivasse a questa determinazione, l'Eurotower dovrebbe aspettare un aumento molto netto dei rendimenti prima di poter intervenire. 

Ora, al netto di questi argomenti cogenti, io ho la certezza che in caso di panico da vittoria del "No", la Bce interverrebbe comunque in maniera massiva, quantomeno per evitare una price discovery sul nostro debito che manderebbe immediatamente shock su quello greco, spagnolo e portoghese. Come ho già detto, però, la rapidità con cui JP Morgan ha reagito alla notizia della Reuters riguardo la volontà dell'Eurotower di supportare i bond italiani in caso di necessità, mi fa capire che qualcosa bolle in pentola. E potrebbe essere legata a un intreccio di interessi internazionali, visto che fino alla settimana scorsa Wolfgang Schaeuble attaccava la Commissione Ue riguardo i rimbrotti sul surplus tedesco, dicendole di andare a vedere i conti dell'Italia e, di colpo, ha stampato il più classico dei baci della morte sulla guancia di Matteo Renzi, garantendogli il meno gradito degli endorsement (basti vedere la freddezza con cui il premier italiano lo ha accolto). 

C'è una necessità di medio termine che, per trovare compimento, ha bisogno di un po' di caos a breve termine? Io resto della mia idea: per gestire l'Unione europea nella sua fase di sfaldamento, la Germania vuole la guida della Bce e un'Italia nel caos che veda Mario Draghi costretto a rispondere anzitempo al richiamo della patria, potrebbe risolvere i problemi di tutti. Tranne che degli italiani. Ma questo, ormai, è un optional da parecchio tempo. 



© Riproduzione Riservata.

< PAG. PREC.