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SPY FINANZA/ Quelle strane coincidenze sul virus Zika

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Una zanzara aedes aegypti  Una zanzara aedes aegypti

Lunedì scorso nel mio articolo dedicato al Brasile vi parlavo di una delle criticità che possono mettere a rischio le Olimpiadi estive di Rio: il virus Zika legato alle punture di un determinato tipo di zanzara. Sono passate due settimane ed è emergenza, tanto che dopo aver dichiarato che «il virus Zika si propaga in maniera esplosiva», la direttrice generale dell’Organizzazione mondiale della sanità, Margaret Chan, ha convocato per oggi una riunione d’emergenza per affrontare il caso e decidere se proclamare un’emergenza mondiale, come avvenne nel caso di Ebola. Proprio in questa sede saranno adottate le linee generali «per un livello appropriato di allerta internazionale e le misure da prendere nei Paesi colpiti e altrove».

Il virus, pur essendo simile a quello della dengue, ha infatti delle conseguenze gravissime per le donne incinte, in quanto provoca nel feto malformazioni congenite come la microcefalia. L’Oms ha dedicato una riunione speciale del Consiglio esecutivo, tenutosi la scorsa settimana a Ginevra, all’epidemia di virus Zika, in particolare per la rapida evoluzione della situazione e la diffusione del virus che in alcuni Paesi «è stata associata all’aumento di nascite con il cranio di dimensioni piccole in maniera anormala». Alcune nazioni, come la Colombia, hanno addirittura consigliato alle cittadine di evitare gravidanze per un lungo periodo.

Tutti i casi segnalati in Europa (quattro anche in Italia) hanno riguardato persone di ritorno da soggiorni in Sud America, ma anche le autorità sanitarie dell’Honduras hanno registrato oltre mille casi da dicembre, mentre l’autorità competente Usa ha sconsigliato viaggi nelle aree a rischio. Comparso relativamente da poco sul tavolo della ricerca, Zika ha ancora troppi misteri da chiarire, a cominciare dal rebus sulla trasmissione da uomo a uomo. Alcuni esperti sostengono infatti che il contagio possa avvenire per via sessuale, mentre alcuni tentativi di fermarlo utilizzando il vaccino anti-dengue hanno avuto risultati fallimentari. Quanto ai suoi effetti sul feto, gli scienziati hanno poche certezze: «Non sappiamo ancora se il virus oltrepassi la placenta e generi o provochi la microcefalia, ma pensiamo che comunque abbia un ruolo e su questo non ci sono dubbi», ha detto Marco Espinal, un esperto dell’Oms, a detta del quale Zika potrebbe colpire 3-4 milioni di persone nelle Americhe, di cui 1,5 milioni solo in Brasile.

Ma i misteri attorno a questo virus sono molti e decisamente inquietanti. Zika, infatti, sembra saltato fuori dal nulla. Nonostante un primo caso sia stato scoperto nel 1947, da allora furono molto sporadici i casi di contagio registrati in Africa e nell’Asia del Sud, mentre risale al 2007 il primo caso nel Pacifico. Nel 2013, piccoli focolai epidemici esplosero e furono ufficialmente documentati in Africa e nel Pacifico orientale e, in casi minori, nelle Americhe. Poi, nel maggio dello scorso anno, il primo caso ufficiale scoperto in Brasile e la situazione che va fuori controllo. Il Paese sudamericano è infatti considerato l’epicentro dell’epidemia di Zika, tanto che fino allo scorso ottobre erano 4mila i casi di bambini nati con microcefalia. Ma cos’è successo nel 2015 affinché una patologia rara diventasse un’epidemia?



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