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FINANZA & POLITICA/ Per paura dei rimborsi Etruria Renzi "nasconde" Bcc e bad bank

Il premier Renzi con il ministro Padoan Il premier Renzi con il ministro Padoan

Non è mancato - nel decreto - un compromesso nei confronti spinte centrifughe di alcune componenti del Credito cooperativo (principalmente un piccolo "giglio" di Bcc toscane): la scelta di non aderire al nuovo Gruppo Cooperativo Nazionale non sarà penalizzata come inizialmente immaginato. Le Bcc con più di 200 milioni di patrimonio potranno trasformarsi in Popolari o Spa trattenendo le proprie riserve pagando un affrancamento del 20%: senza cioé la devoluzione in quanto risorse indivisibili della cooperazione. La reale portata della misura - che alcuni temono ancora una via di fuga potenzialmente larga - potrà essere verificata solo nei prossimi giorni, con la lettura del decreto, e quindi nei prossimi 18 mesi, quando la rfiforma entrerà in fase operativa con la costruzione del gruppo.

Di più non può essere detto neppure dei provvedimenti sul Gacs (la bad bank italiana finalmente vistata dalla Ue) e sulle nuove procedure veloci di recupero crediti. Sulla carta sono anch'esse molto importanti come la riforma Bcc e potrebbero aiutare il sistema creditizio dentro l'Azienda-Paese assai più di risarcimenti di piccolo importo ma di grande problematicità politico-legale.

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