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RIPRESA?/ Forte: così Renzi ha frenato il Pil dell'Italia

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Questo 0,2% in meno di Pil rispetto alle previsioni iniziali si riflette sul rapporto debito/Pil che avremo nel corso del 2016, perché ci trasciniamo dietro un handicap iniziale a parità di percentuale di crescita. D’altra parte verso la fine dell’anno c’è una tendenza alla riduzione della crescita dettata da fattori internazionali e nazionali di vario genere. La situazione quindi non è favorevole rispetto alle previsioni fatte sia per il 2015 sia per il 2016.

 

Quindi lei che cosa prevede per l’anno in corso?

Dal punto di vista strutturale ci sarà una maggiore capacità dell’Italia a crescere, con una buona bilancia dei pagamenti perché come Paese trasformatore siamo favoriti da questo fenomeno mondiale di riduzione dei costi delle materie prime, in particolare energetiche ma non solo. Non c’è però margine per un ulteriore miglioramento.

 

Perché?

Perché nella domanda interna gli investimenti giocano purtroppo una dimensione limitata, e la spinta è soprattutto relativa ai consumi. Il fatto stesso che a crescere siano i servizi e non l’industria è indice del fatto che incidono di più i consumi rispetto agli investimenti. Ci sono molte più attività terziarie e di servizio nei consumi che non negli investimenti. Dal punto di vista strutturale perciò non andiamo bene, e la colpa è del governo che ha fatto deficit con i consumi anziché con gli investimenti.

 

(Pietro Vernizzi)



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