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SPY FINANZA/ Gli "aiutini" europei per Deutsche Bank e co.

Pubblicazione:sabato 13 febbraio 2016

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Qual è il problema? È che negli Usa sono stufi degli istituti europei che, dopo aver beneficiato delle riserve in eccesso della Fed (su cui prendevano anche lauti interessi di deposito), fanno anche i comodi loro, truffando i clienti e quindi il Tesoro statunitense si è costituito parte civile al processo intentato contro DB al tribunale di New York, ipotizzando un risarcimento danni che potrebbe andare dai 10 ai 50 miliardi di dollari! Un colpo che piegherebbe definitivamente le resistenze del casinò di derivati conosciuto come Deutsche Bank, la quale tra l'altro ha chiuso il 2015 con una perdita netta da 6,8 miliardi di euro e che avrebbe già messo a bilancio per il 2016 qualcosa come 3,6 miliardi di dollari per contenziosi legali. Accidenti, ma se sono così ligi e teutonici, perché spendere quella cifra in multe e avvocati? 

E veniamo al secondo assist garantito dall'Ue alle banche, anche se in maniera che appare paradossale a un primo e disattento sguardo. Sempre mercoledì e sempre nel silenzio totale dei media italiani, troppo occupati a incensare lastepchild adoption come panacea di ogni male del mondo, sempre l'ineffabile Commissione europea cos'ha fatto? Ha aperto un'indagine preliminare su presunte irregolarità nel mercato Ssa, un giocattolino da 1,5 triliardi di euro di controvalore. Cosa sia questo mercato è presto detto, visto che Ssa sta per supranational, subsovereign and agencye stiamo parlando di debito: ovvero emittenti obbligazionari che vanno da organizzazione come la European Bank for Reconstruction and Development ma anche operatori regionali come i Länder tedeschi, guarda caso. 

Di fatto, quasi tutti bond con una garanzia statale implicita o esplicita, quindi di fatto ritenuti esenti da rischio. Stando a quanto riportato dal Financial Times, «il potente dipartimento per la competizione della Commissione ha inviato alcuni questionari a un certo numero di partecipanti del mercato come parte di un'iniziale indagine riguardo possibili manipolazioni dei prezzi di quel debito». E chi c'è tra i principali indiziati? Le filiali londinesi di Crédit Agricole, Nomura e della tremebonda Credit Suisse. Nei timori della Commissione c'è il fatto che «un complesso cartello di banchieri starebbe operando in maniera dolosa per manipolare i prezzi». 

Direte voi: cosa c'è di positivo per le banche in un'indagine nei loro confronti? Il fatto che quell'indagine non porterà a nessuna multa, né condanna, perché casualmente il debito in questione è in gran parte elibigile per i nuovi acquisti della Bce all'interno del Qe, i cosiddetti bond municipali ad esempio. A vostro modo di vedere, con le prospettive inflazionistiche ai minimi da tre anni e gli acquisti di Bund che cominceranno a scarseggiare visto che il mondo non pare comprare altro, pensate che la Commissione Ue toglierà a Draghi assets fondamentali per non far fallire il suo bazooka con enorme anticipo? Sui giornali italiani, nemmeno una riga. 



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