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FINANZA & POLITICA/ Il pasticciaccio (rimediabile) di Renzi sulla riforma Bcc

Pubblicazione:domenica 14 febbraio 2016

Il leader del Credito cooperativo, Alessandro Azzi (Infophoto) Il leader del Credito cooperativo, Alessandro Azzi (Infophoto)

Hanno messo per iscritto, in anticipo sulla riforma, che loro invece nel "Credit (agricole) italiano" ci saranno, ci vogliono essere: cento per cento, tutti a bordo, dal diciannovesimo al ventunesimo secolo. Tale Alcide De Gasperi - che anche Renzi cita volentieri - mica è un santino ingiallito: prima di costruire dalle macerie una Repubblica democratica, si era fatto le ossa fra le casse rurali trentine. Per non parlare delle Casse Raiffeisen sudtirolesi: tutto a posto, sottogruppo "coeso" col gruppo unico Federcasse-Iccrea Holding-Cassa Centrale di Trento-Bcc Roma. E sono quelle della Provincia autonoma di Bolzano-Bozen, con tutela costituzionale da accordi internazionali: quattrocento chilometri a nord di Cambiano e Fornacette, provincia non-autonoma di Pisa.

Il pasticciaccio è questo: De Gasperi - che il Parlamento democratico italiano l'aveva fatto nascere - avrebbe portato in Parlamento un decreto-legge (una legge) in cui una previsione generale fosse stata finalizzata a proteggere una cassa rurale della sua Valsugana contro un interesse generale di politica creditizia, radicato orizzontalmente nel Paese? No, non l'avrebbe fatto. E non per evitare un'accusa di conflitto d'interessi (alla fine non realistica neppure per il suo successore cristiano-democratico Matteo Renzi): non l'avrebbe fatto perchè una democrazia adulta non funziona così. Non l'avrebbe fatto perchè un governo è un governo e basta. Perchè un premier - un premier con la P maiuscola, come De Gasperi - prima fa nascere il Gruppo Cooperativo Italiano, poi partecipa alla prima assemblea, chiede di parlare e dice: "Mi aspetto che diate sempre un euro in più di credito, in Trentino, in Lombardia, in Toscana, in Veneto, in Sicilia, in Alto Adige. Che lo diate alle famiglie, alle imprese, ai giovani, alle donne, a tutti, anche a chi ha con la crisi è per terra. Mi aspetto che nelle Bcc non licenziate mai nessuno. Mi aspetto che mi capiate se a Bruxelles e a Francoforte sto sputando sangue come voi. Mi aspetto che se qualche pezzo di sistema bancario italiano avrà bisogno di una mano, la potrò chiedere anche a voi del Credito cooperativo. Grazie in anticipo, buon lavoro alle Bcc, alla nuova holding, al gruppo".

Il pasticciaccio (rimediabile) è che l'altra sera Renzi ha riunito il Consiglio dei ministri dopo le ore ventuno ed è andato in tv a notte fonda: senza cravatta, stanco morto si vedeva lontano un miglio. Questo - peraltro - per chi vive nel credito cooperativo non è un pasticciaccio: è la normalità. Nelle Bcc e nelle federazioni ci si vede, si lavora dopo cena, il sabato e la domenica, quando e dove capita. E' la "democrazia materiale", quella che produce il Pil ogni giorno. Chissà se De Gasperi lo ha mai detto. Di sicuro lo ha fatto spesso. Sempre in tempo. In Parlamento.



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COMMENTI
14/02/2016 - Il rimedio arriverà verso fine anno (Giuseppe Crippa)

Che il pasticciaccio sia rimediabile lo credo, che il Governo a trazione toscana (Renzi+Boschi) permetta al Parlamento di farlo, proprio no: stiamo vedendo proprio in questi giorni come questo governo, che a parole si dice neutrale verso una legge di iniziativa parlamentare, la stia invece pilotando verso il risultato auspicato dal suo viceministro Scalfarotto. Non ci resta che attendere il nuovo Governo – che avremo dopo la sconfitta di Renzi nel referendum costituzionale – per veder rimediato anche questo errore.