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FINANZA/ Le tre possibili "alleanze" per Renzi in Europa

Pubblicazione:lunedì 15 febbraio 2016

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In vista del Consiglio europeo occorre tenerne conto perché mentre tutti fanno la fila per avere incontri bilaterali con la Cancelliera Merkel, quest’ultima ha molto poco da offrire a questo o a quello. Sarebbe preferibile tessere una rete di alleanze su temi comuni. A mio avviso, si dovrebbe abbandonare le geremiadi sulla flessibilità (ove accettate l’Italia dovrebbe modificare una legge costituzionale “rafforzata” ormai entrata nel nostro ordinamento) e puntare su tre grandi temi che possono essere un punto di incontro tra numerosi Stati membri: a) migrazioni; b) unione bancaria e mercato dei capitali unico (anche a ragione della crisi della banche dell’Europa continentale messa in luce dall’andamento delle Borse in questi ultimi giorni); c) debito sovrano.

Il primo punto non interessa unicamente gli Stati mediterranei e nordici e pone drammaticamente il problema di quale Europa, e di quali valori europei, sogniamo per i nostri figli e per i nostri nipoti. Gli altri due sono collegati: le banche sono in difficoltà non solo per le sofferenze causate da crisi e recessione anche da quelli che un tempo erano i loro migliori e maggiori clienti, ma perché una larga proporzione delle loro attività è costituita da titoli di un debito sovrano sulla cui sostenibilità lo stesso settore bancario nutre dubbi.

Nei pochi giorni che mancano dal Consiglio europeo, l’Italia (che pare isolata) potrebbe trovare alleati su questi temi.



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COMMENTI
15/02/2016 - Scenari futuri realistici (Moeller Martin)

Diversi mese addietro la Commissione Europea ha presentato un piano molto articolato per la gestione dei profughi a livello Europeo ma questo è stato rifiutato in particolare dai paesi dell'Est e boicottato da altri come l'Italia. In risposta a ciò, il premier olandese Rutte, presidente di turno, prospettava per la prima volta e senza mezzi termini la frantumazione della attuale UE a 28 e la nascita di uno schema concentrico, con un numero limitato di paesi, la mini Schengen e mini zona Euro, che accelereranno l'integrazione avviando le prime vere strutture sovranazionali, e di una periferia legata da accordi poco più che commerciali. Da allora gli sviluppi non fanno che confermare questo progetto, fino ad arrivare al recente articolo di fondo a firma congiunta Valls e Schaeuble che ne fissa pubblicamente i paletti. Non ci sono alleanze da fare perché non ci sono trattative in corso: hanno già deciso! L'Italia può solo scegliere se vuole farne parte ma temo che questa volta l'Europa sarà più che rigida e non concederà deroghe cosi ché al massimo potremo spuntare la possibilità di gravare nell'area per il periodo necessario a rientrare pienamente nei parametri richiesti. L'alternativa è accomodarci fuori dalla porta in compagnia di Inghilterra, Danimarca ma anche Grecia, Romania e forse Turchia. In questo caso è facile prevedere una fine poco gloriosa per un paese non competitivo e indebitato fino sopra ai capelli come il nostro.