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SPILLO/ Qualche domanda sulla riforma delle Bcc e lo "schema Rossi"

Pier Carlo Padoan (Infophoto) Pier Carlo Padoan (Infophoto)

Giusto ieri la Procura di Spoleto ha annunciato la richiesta di archiviazione per il clamoroso avviso di garanzia che poche settimane fa aveva raggiunto lo stesso Governatore della Banca d'Italia per le controversie legate alla vendita-salvataggio finale della Spoleto. Saremo in ogni caso curiosi di vedere se la Vigilanza Bankitalia (oggi parte del Single Supervising Mechanism gestito dalla Bce) darà il benestare a uno schema in cui il patrimonio è presso la coop-holding (e verrebbe depauperato dall'affrancamento al 20%) e l'attività bancaria è svolta presso una Spa controllata.

Anche il terzo passaggio non convince del tutto: sul terreno più squisitamente istituzionale, di funzionamento corrente della democrazia italiana. Perché una grande riforma-Paese - in questa fase drammatica per le banche italiane - viene corretta in corsa all'ultimo istante da un suggerimento (pur autorevole) di un ex senatore "che ha studiato il problema" per conto di una singola Bcc? E la Bcc è comunque quella in cui lavora il padre del sottosegretario alla Presidenza, colui che predispone i testi finali delle riforme per il Consiglio dei ministri. E il lavoro fatto nei mesi precedenti dalle Bcc e dalla loro Federazione, dalla Vigilanza bancaria, dal ministero dell'Economia? Tutto messo in discussione da una "norma aggiuntiva" trasmessa attraverso una singolare fast track direttamente al premier, bypassando tutti gli altri soggetti e oggetti della riforma.

Perché spendere un anno a premere sulle 370 Bcc per costruire un "Credit Agricole italiano" e poi aprire all'ultimo una via di fuga ad aziendam? Non sembra questa la "svolta" nella politica creditizia annunciata da Renzi e dal Pd proprio attorno alla riforma Bcc.

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COMMENTI
16/02/2016 - Stop a decreto ad aziendam € da 200 a 300 milioni (Carlo Cerofolini)

Per evitare riforme ad aziendam e tagliare così la testa al decreto renziano, non è che basterebbe alzare a da 200 milioni a 300 milioni il capitale che le Bcc devono avere per trasformarsi in Spa, azzerando così ogni discussione di costituzionalità o altro?