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Economia e Finanza

SPY FINANZA/ L'Ue "aiuta" le banche (ma non in Italia)

Mario Draghi (Infophoto)Mario Draghi (Infophoto)

Per uno dei direttori dell'autorità monetaria, Gergely Fabian, «il piano sarà efficiente nel ripulire interi portafogli bancari in un breve periodo di tempo». Tutte le istituzioni finanziarie del Paese saranno invitate a prendere parte al programma su base volontaria e il Mark farà offerte vincolanti per interi portafogli e non per assets individuali. E come mai la solerte Ue non ha nulla da dire? Non è aiuto di Stato? No, perché a Banca centrale si assume un rischio, ma a fronte di un'equa compensazione, stando al comunicato emesso sei giorni fa dalla Commissione Ue. I prestiti legati a real estate commerciali finiti in sofferenza ed eligibili per l'acquisto hanno un controvalore di circa 500 miliardi di fiorini, ha confermato il vice-governatore della Banca centrale, Marton Nagy. Le condizioni definitive del programma saranno rese note a giorni e l'operazione entrerà nel vivo con un periodo di tre mesi per la registrazione del partecipanti a partire dagli inizi di marzo. Insomma, in Ungheria - come in Germania - lo Stato può intervenire in sostegno delle banche per facilitare il credito verso imprese e famiglie. In Europa ci sono i mitologicimasters and servants

E l'Italia? Al netto del pasticciaccio di Banca Etruria e socie, della bad bank spuntata e della riforma delle Bcc che si presenta già male fin dal principio, l'ultima notizia in ordine di tempo è la mancata pubblicazione della sentenza dell'Antitrust Europea emessa nel 2013, che ha inflitto multe record per 1,7 miliardi di euro alle maggiori banche mondiali, accusate di aver manipolato l'Euroribor, il Libor e il Tibor, costituendo diversi cartelli. Gli 8 istituti sanzionati (Hsbc, Deutsche Bank, Societe Generale, Rbs, JP Morgan, Citigroup e RP Martin), oltre la multa, devono restituire ai risparmiatori italiani 16 miliardi di euro per aver manipolato i tassi d'interesse sui derivati dal 2005 al 2008. E se Ubs e Barclays beneficiarono dell'immunità ed evitarono il pagamento della multa, le altre devono risarcire: quando? 

Ma la questione seria, quella a cui Mario Draghi dovrebbe dare una risposta è un'altra: al netto delle speculazioni su acquisti di sofferenze bancarie da parte della Bce che ieri proprio Draghi ha smentito pubblicamente a Bruxelles, negando ogni negoziato in corso, perché l'Europa che ora garantisce aiuti statali o comunitari alle banche, ha invece imposto la tosatura degli obbligazionisti delle banche popolari italiane attraverso il bail-in? A cosa era prodromica quell'operazione, a un'accelerazione del processo di fusione e acquisizioni tra vari soggetti, magari in attesa del "cavaliere bianco" straniero che a bilanci ripuliti si compra banche sane e sportelli profittevoli a prezzo di saldo? Io temo di sì. Dal governo, come sempre, silenzio e ambiguità. Ma si sa, il tema bancario è sensibile, tocca troppi nervi scoperti e familismi. 

Resta un fatto, obbligazionisti e risparmiatori vanno colpiti, le banche vanno sempre e comunque aiutate. 

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