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Economia e Finanza

BAIL-IN / Coldiretti, ecco uno dei terreni su cui nasce il money dirting (Oggi, 17 febbraio 2016)

Bail-in, il Movimento Cinque Stelle incalza il Partito Democratico evidenziando come i finti impegni della mozione Pd sul bail-in siano uno schiaffo ai risparmiatori.

Beppe GrilloBeppe Grillo

Fa sempre più discutere la questione del Bail-In, il salvataggio interno della banca per mezzo di svalutazioni di azioni e crediti con conseguente conversione in azioni per assorbire le perdite. Se ne parla anche nel quarto Rapporto Agromafie, elaborato da Coldiretti, Eurispes e Osservatorio sulla criminalità nell'agricoltura e sul sistema agroalimentare. Il rapporto denuncia infatti che una delle condizioni su cui si sviluppa il money dirting - la speculazione sul riciclaggio per cui capitali sporchi affluiscono nell'economia sana - è la paura a tenere immobilizzate presso le banche quote consistenti di risparmio dopo l'entrata in vigore del Bail-In. Un altro terreno di sviluppo del money dirting, sostiene ancora il rapporto, sarebbe poi la remunerazione negativa del capitale. 

La questione del Bail-In (il salvataggio interno della banca per mezzo di svalutazioni di azioni e crediti con conseguente conversione in azioni per assorbire le perdite) continua ad essere al centro del dibattito politico italiano. In particolare il M5S ha attaccato il Pd evidenziano come “I finti impegni della mozione Pd sul bail-in sono uno schiaffo ulteriore in faccia ai risparmiatori. E non solo a quelli traditi dal decreto salva-banchieri”. Questo il succo di quanto detto in aula dai deputati del M5S nel giorno voto dei documenti per la rimodulazione del meccanismo del salvataggio interno per le banche in difficoltà. L’esponente del M5S, Alessio Villarosa, ha quindi rincarato la dose sottolineando come: “Questo governo ha prima cancellato i sogni e le speranze di 130 mila piccoli investitori, calpestando persino il diritto di proprietà. Ora la maggioranza prosegue l’attacco alla tutela costituzionale del risparmio”. Lo stesso esponente ha quindi ribadito la necessità di dividere le banche che si occupano di prodotti creditizi e quelle che investono: “Fino al 1993 le banche tutelavano i depositi, facevano credito e di certo non saltavano. Adesso serve una nuova divisione tra istituti commerciali e merchant bank. Ma soprattutto bisogna restituire il maltolto a tutti i piccoli investitori truffati. Lotteremo fino alla fine per ottenere questo risultato”

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