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PREZZO PETROLIO/ Quotazioni volano. L'Iran pronto a sostenere stabilizzazione del mercato (ultime notizie, oggi 17 febbraio 2016)

Prezzo petrolio, quotazioni in ribasso: il prezzo petrolio non si giova dell’accordo sancito tra Russia e Arabia sui livelli di produzione del greggio. Brent sotto i 32 dollari al barile.

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PREZZO PETROLIO, QUOTAZIONI IN RIALZO. L'IRAN PRONTO A SOSTENERE LE MISURE PER STABILIZZARE IL MERCATO DEL GREGGIO (ULTIME NOTIZIE, OGGI 17 FEBBRAIO 2016) Vola il prezzo del petrolio dopo che a Teheran si è conclusa la riunione tra i rappresentanti di Venezuela, Iraq e Iran. Proprio il ministro del petrolio di quest'ultimo Paese, Bijan Zanganeh, ha dichiarato al termine dell'incontro che l'Iran "sostiene tutte le misure per stabilizzare il mercato e migliorare le quotazioni del petrolio". Il Brent è salito sopra i 34,5 dollari al barile, con un rialzo superiore al 7%. Il Wti viaggia invece sui 31 dollari, su del 6,7%. PREZZO PETROLIO, QUOTAZIONI IN RIALZO. EMIRATI ARABI UNITI DISPOSTI A COLLABORARE PER STABILIZZAZIONE DEI PREZZI (ULTIME NOTIZIE, OGGI 17 FEBBRAIO 2016) Le quotazioni del petrolio tornano a salire. Oggi, infatti, a Teheran si incontrano i rappresentanti di Venezuela, Iran e Iraq per parlare della possibilità di congelare la produzione di greggio. Il Brent risale quindi sopra i 33 dollari al barile, mentre il Wti si avvicina ai 28. Intanto il ministro dell’Energia degli Emirati Arabi Uniti al-Mazrouei ha detto che il suo Paese è disposto a collaborare con tutti gli altri produttori per garantire una stabilizzazione dei prezzi. PREZZO PETROLIO, QUOTAZIONI IN RIBASSO. BRENT SOTTO 32 DOLLARI. I MERCATI SNOBBANO ACCORDO RUSSIA - ARABIA (ULTIME NOTIZIE, OGGI 17 FEBBRAIO 2016) – Continuano le difficoltà del prezzo del petrolio che non riesce a giovarsi di quella che sembrava essere una notizia molto positiva in ottica livello di produzione. Infatti, la Russia e l’Arabia insieme a Venezuela e Qatar hanno siglato un accordo che prevede il congelamento della produzione ai livelli di gennaio. Un accordo che tuttavia, dopo l’iniziale entusiasmo che aveva riportato il prezzo del Brent sopra i 35 dollari, si è assistito ad un fenomeni di snobismo da parte dei mercati che ritenendo la notizia pressoché ininfluente, sono andati avanti come se nulla fosse. Nella seduta di ieri tutte le principali borse europee hanno perso terreno con il prezzo del petrolio che è tornato a scendere: il Brent è sotto i 32 dollari al barile mentre il Wti è sotto i 31 dollari. Per invertire la tendenza sarà necessario un accordo più sostanzioso.

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COMMENTI
17/02/2016 - Petrolio giù o petrolio su? (maurizio candelori)

Forse mi sono perso qualcosa, perciò chiedo fiducioso a qualche esperto se può illuminarmi sul motivo del "tifo" verso il rialzo del prezzo del petrolio! Nella mia ignoranza intuisco che il crollo del prezzo porta non pochi problemi ai mercati finanziari, ai paesi Opec e, forse, a chi finanzia le guerre/terrorismo, ma poi, a chi altri danneggia??? Sempre nella mia ignoranza intuisco però che il crollo porterà ad abbassare il costo dell'energia a chi produce veramente, il costo dei trasporti, la bolletta a chi importa energia come il nostro ecc... cioè una vera spinta per l'economia REALE!!! Insomma, non è che il Papa grida nel deserto (non sono parole testuali ma il senso...) dicendo che la speculazione finanziaria ed i mercati che la governano sono una delle cause delle nuove ingiustizie e povertà (disoccupati) e poi tutti tifiamo per il petrolio alle stelle??? Attendo lumi che sfaldino la mia ignoranza.