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SPY FINANZA/ Prezzo del petrolio, i numeri che contano più degli "accordi farsa"

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Non è un caso che lunedì, in anticipo di ventiquattro ore sul meeting arabo-russo, gli Emirati Arabi Uniti, altro produttore del Golfo, abbiano offerto petrolio gratis all'India in cambio di un accordo proprio sullo stoccaggio del greggio nelle strutture sotterranee che Nuova Delhi ha in programmi di costruire, sintomo non solo che la saturazione peggiorerà, ma anche che questo trend pare destinato a durare ancora a lungo. La compagnia petrolifera nazionale, Adnoc, ha quindi chiuso in anticipo il contratto, in base al quale l'India garantisce lo stoccaggio del greggio degli Emirati e in cambio può tenersene i due terzi senza pagare: un colpaccio per Nuova Delhi, Paese che è quasi completamente dipendente dall'import per le proprie necessità petrolifere. Il nuovo sistema di stoccaggio sotterraneo indiano sarà in grado di contenere fino a un massimo di 5,33 milioni di barili di greggio, diventando di fatto un baluardo contro gli shock sui prezzi e le variazioni sull'offerta a livello mondiale. Adnoc intende utilizzare la metà della capienza del nuovo impianto di Mangalore, fissata al massimo di 1,5 milioni di tonnellate: si tratta quindi di 0,75 milioni di tonnellate, pari a 6 milioni di barili e in base all'accordo su questo sito, 0,5 milioni diventeranno indiani gratuitamente. 

Sono questi numeri e questi accordi emergenziali da guardare per capire dove andrà il prezzo del petrolio, non le riunioni farsa come quella di ieri. Tanto più che analisti indipendenti hanno dichiarato che se non sarà aumentata e in fretta la capacità di stoccaggio a livello globale, a questi ritmi il prezzo potrebbe arrivare in area 10 dollari al barile. A meno che un evento geopolitico di grande rilievo non faccia schizzare al rialzo le quotazioni per il panico psicologico che potrebbe fomentare. E penso che l'Iran sia l'indiziato principale in tal senso. 

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