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Economia e Finanza

SPILLO/ Gutgeld, la spending review scomparsa e la "trovata" all'Achille Lauro

Yoram Gutgeld (Foto da Youtube)Yoram Gutgeld (Foto da Youtube)

Invece, evidentemente, Gutgeld ha continuato a sentirsi utile, anche se l'antilogicità della situazione mette a dura prova qualsiasi dietrologia sul "perché". Che Gutgeld stia lì su mandato dei poteri forti americani? Lo pensano in tanti. Poi ci si chiede che forza abbiano poteri che non toccano palla. Che stia lì "in quota" dell'alta finanza ebraica? Ma per favore.

E allora sì, Gutgeld sgomita tra un Lotti e una Boschi per spirito di servizio: probabilmente è questa la vera verità. E continua a decantare il renzismo e le sue riforme come se fossero figli suoi: impermeabile agli evidenti insuccessi di molte riforme e comunque al gap sempre più largo tra le promesse e i risultati. Certo, vive di rendita perché è stata sua l'unica idea che veramente ha fruttato consenso a Renzi, quella degli 80 euro in busta paga; a qualcosa del genere aveva pensato, con più creatività, il Comandante Lauro a Napoli negli Anni Cinquanta, regalando agli elettori una scarpa prima del voto e l'altra a elezione acquisita, stessa mancetta ma più furba: però, per carità, meglio averli che non averli quei soldi. Gutgeld santo subito, dunque, se davvero l'idea è sua. Se poi il contesto fosse tale da farceli anche spendere, sarebbe meglio. "Stiamo facendo tanto, anzi tantissimo", dichiara oggi: "Basti pensare che la spesa corrente dal 2013 al 2016, come percentuale del Pil, è scesa dell'1,6%. In Germania quando Gerhard Schroeder fece le riforme a inizio anni 2000 in un triennio le spese scesero solo dello 0,6% del Pil". Meno male che qualcuno è contento. Un qualcuno che le cose le sa. Fidiamoci, tanto che alternativa c'è?

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