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BANCHE E POLITICA/ L'alternativa ai "piani" di Renzi e Ue

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In sostanza, ciò che lascia perplessi nella riforma delle banche italiane, ispirata dal governo alla sola crescita dimensionale e allo sblocco degli immobili a garanzia delle sofferenze, è che il ritorno a una redditività prossima ai livelli delle maggiori banche europee (dando per scontato il capitale minimo) potrebbe arrivare in tempi non brevi e a scapito del finanziamento della parte prevalente del Paese: famiglie, piccoli operatori economici e piccole imprese tra loro strettamente connesse. Un obiettivo che sarebbe possibile se famiglie e imprese non fossero pesantemente schiacciate dalla fiscalità necessaria a mantenere l'apparato statale, e se il debito pubblico dello Stato non fosse così elevato da rappresentare il motivo di scontri e sconfitte a Bruxelles e una minaccia di ulteriori requisiti di capitale per le banche che lo hanno sottoscritto in dosi eccessive. Sofferenze e fallimenti, soprattutto nelle micro-imprese, sono il frutto malato di un crollo della domanda interna e di indifferenza ai problemi dei piccoli che non hanno trovato risposte anche in questo governo.

Solo se l'Italia presentasse tassi solidi di crescita e riduzione dell'imposizione fiscale l'operazione sul sistema bancario avrebbe probabilità di successo. Banche forti in un Paese fragile sono più sogno che realtà. Il calo della produttività, della produzione industriale, degli investimenti sono responsabilità anche di questo governo che in 24 mesi ha fatto molto, ma non ha trovato ricette per rilanciare l'economia.

Quali sono le alternative alla crescita dimensionale delle banche? Tenendo in debito conto la frammentazione non modificabile del nostro sistema industriale, il ruolo importante del risparmio privato, le banche dovrebbero saltare una generazione. Dovrebbero scegliere un modello di servizio totalmente diverso, gettando alle ortiche dotazioni informatiche obsolete insieme alle filiali, sostituendole con un'idea snella di smart-banking digitalizzato e diffuso, comprendendo e cavalcando le innovazioni nei servizi finanziari che si sono già manifestate in Usa e Uk e posizionandosi nel futuro senza rincorrere inutilmente modelli di gigantismo bancario. Una scelta fuori dagli schemi e purtroppo impensabile in un settore malato di conservazione del passato a cui non riesce di sposare un'idea di leadership con l'innovazione.

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