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I NUMERI/ Tasse e deficit, gli aumenti in vista per l'Italia

Pubblicazione:sabato 20 febbraio 2016

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In realtà Renzi deve fare i conti con situazioni perlopiù ereditate. Non è Renzi che ha fatto salire la spesa pubblica oltre il 50% del Pil, né è stato lui a fare salire il debito pubblico al 130%. La presenza eccessiva dello Stato nell’economia italiana, data l’efficienza della spesa pubblica, è un problema che precede l’attuale premier. Renzi dovrebbe accelerare sulle riforme per riuscire a migliorare l’efficienza dello Stato. Questo gli potrebbe consentire di ridurre la spesa pubblica e di continuare a spendere in modo più efficiente.

 

Lei si aspetta un inasprimento delle tasse nel corso del 2016?

Aumenteranno le tasse intese come il conto che si paga con la dichiarazione dei redditi. Il premier ha in mente invece una riduzione delle aliquote, ovvero sia delle tasse divise per la base imponibile. Renzi afferma che le tasse nel 2016 scenderanno perché dà per scontato che il Pil a prezzi correnti dovrebbe aumentare del 3%. È una stima molto ottimistica. Se il Pil in termini reali aumenta dell’1% e l’inflazione arriverà forse all’1%, quello che avremo è un Pil che in termini nominali aumenta del 2%. Questo limita la possibilità di attenuare le tasse in percentuale sul Pil.

 

(Pietro Vernizzi)



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