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Canone Rai 2016 in bolletta/ News e novità: il mondo cattolico insorge contro la Littizzetto minacciando di non voler pagare il canone (22 febbraio)

Canone Rai 2016 in bolletta, le ultime notizie riguardanti l'imposta sul possesso della tv e le novità che arrivano dall'azienda televisiva di Stato, oltre che le news sul tema

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Nella puntata della trasmissione Che fuori tempo che fa, andata in onda ieri sera sulle frequenze di Rai Tre per la conduzione di Fabio Fazio, Luciana Littizzetto ha dedicato buona parte del suo classico spazio per parlare delle Unioni Civili evidenziando alcuni dei tanti emendamenti che sono stati presentati dall’opposizione per impedire l’approvazione del ddl Cirinnà. Un intervento che non è piaciuto a tutto il mondo cattolico ed al Movimento Cinque Stelle, dando origine ad un vera e propria rivolta in rete con tantissimi utenti che hanno minacciato di non voler più pagare il canone se questa è la televisione pubblica.

È ormai certo che gli italiani dovranno fare i conti con la novità del canone Rai in bolletta. Ciò nonostante, in queste ultime ore alcuni di loro sono andati a recuperare e a condividere su Twitter un intervento contro questa modalità di pagamento dell’imposta che risale allo scorso ottobre. Si tratta di un video in cui Alberto Airola evidenzia come sia illegittimo inserire un tassa per un certo scopo in un’altra. Il Senatore del Movimento 5 Stelle sottolinea anche come il canone Rai risulti una delle tasse più invise ai cittadini perché il servizio pubblico non risponde alle loro attese, tanto più che la riforma della Rai (allora non ancora approvata) dà al Governo più poteri di controllo sull’azienda pubblica televisiva.  La trasmissione “L’Arena” di Massimo Giletti non è nuova a scatenare polemiche politiche. Questa volta è stata la dichiarazione di Nunzia De Girolamo contro le autonomie speciale (vanno cancellate, ha detto, perché non hanno portato nulla di buona) a provocare la reazione di Claudio Civettini, Consigliere provinciale della Civica Trentina, che in una nota passa al contrattacco esordendo così: “Se prima vi era un dubbio, ora è la certezza che pagare il canone Rai è una forzatura a vantaggio della disinformazione pianificata”. Per Civettini, infatti, non basta il caso di Eva Klotz per paragonare l’autonomia trentina a quella, per esempio, siciliana. “Tale posizione a dir poco velenosa, è frutto di una visione centralista di coloro che tendono a mantenere i privilegi romani con la concentrazione oligarchica dei poteri, in modo che i popoli siano assoggettati e non soggetti che possano autogovernarsi”, ha aggiunto il Consigliere.

Per quanto riguarda il canone Rai in bolletta da questo 2016 per sempre, le polemiche e le discussioni non si placano certo con le ultime notizie dei cambi al vertice delle varie reti Rai: i consumatori scendono in campo per provare a capire come avverrà davvero dai prossimi anni il pagamento del canone su servizio pubblico. Poi capitano però casi molto particolari dove le prime regole fissate saltano dopo pochi mesi dall’attivazione e per motivi curiosi: succede in Sardegna, a Valleodoria per la precisione. In questo comune, come informa La Nuova Sardegna, non verrà dilazionata tramite la bolletta dell’Enel intestata all’amministrazione comunale di Valledoria, il canone di abbonamento speciale Rai sulla televisione in dotazione all’ufficio del sindaco. Come deciso dal consiglio comunale del 10 febbraio scorso, la somma di 408 euro verrà saldata a favore della Rai (si tratta di abbonamenti speciali, maggiorati rispetto a quello classico dei normali utenti) tramite un conto corrente postale. Nulla di illegale, per carità, solo un possibile esempio di come la regola di base della bolletta già viene superata per alcuni casi: resta ora da capire quali e quanti saranno i vari casi in questione.

Il Movimento 5 Stelle torna a puntare il dito contro il Canone Rai 2016 in bolletta, spiegando che “i pensionati al minimo rischiano l’esenzione”. Questo perché con gli introiti dell’imposta sulla tv “Renzi deve pagarsi la propaganda sui giornali”. Vediamo di far chiarezza e di capire meglio come stanno le cose. Come noto, con la Legge di stabilità il Governo ha detto di aver ampliato la platea dei cittadini con più di 75 anni che possono chiedere l’esenzione dal Canone Rai. Attualmente possono farlo, infatti, se hanno un reddito non superiore a 6.713,98 euro l’anno e se non convivono con persone (al di fuori del coniuge) con reddito proprio. L’esecutivo aveva detto che la soglia di reddito per l’esenzione sarebbe stata portata a 8.000 euro. In realtà, ciò avverrà solo se ci saranno “eventuali maggiori entrate versate a titolo di canone di abbonamento alla televisione rispetto alle somme già iscritte a titolo nel bilancio di previsione per l’anno 2016”. Quindi ancora la soglia reddituale non è stata alzata.

Le proteste del Movimento 5 Stelle nascono dal fatto che le “maggiori entrate” per il canone dovranno servire anche a finanziarie il fondo per l’editoria: una manovra che viene giudicata funzionale ad “accaparrarsi i favori” dei grandi giornali da parte del Governo. E non solo. Dato che le maggiori entrate non sono “infinite”, c’è il rischio che esse vadano a finire ai giornali e non ai pensionati. Da qui la protesta del Movimento 5 Stelle.

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