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DUE ANNI DI RENZI/ Da Silvio a Matteo, solo zia Marina vede i successi

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Matteo Renzi (Infophoto)  Matteo Renzi (Infophoto)

La produttività - e quindi la competitività - del Sistema Paese continua a diminuire. E le tasse - checché ne dica la Zia Marina di Rignano - continuano a salire: la Banca d’Italia ha certificato che le entrate fiscali dell’erario nel 2015 sono aumentate del 6,4%, anche se il dato include il recupero dell’evasione, anch’esso peraltro inferiore al promesso, se non all’atteso. Nel 2016, secondo i dati riclassificati dalla Cgia di Mestre, la pressione fiscale scenderà dal 43,7% al 43,2% - sarebbe finalmente una “svoltina” -, soprattutto per merito della riduzione delle imposte sugli immobili, ma va ricordato che entro fine anno il governo dovrà trovare 15 miliardi per non far scattare le clausole di salvaguardia della Legge di stabilità.

Nonostante il Jobs Act e i posti di lavoro stabili aumentati, soprattutto grazie alla conversione dei vecchi contratti a termine in contratti a tempo indeterminato (potere degli sgravi!), la disoccupazione giovanile è in aumento a quota 37,9%.

Se la Banca d’Italia è stata critica sulla politica fiscale, la Corte dei Conti ha messo in dubbio l’efficacia della spending review, i tagli alla spesa pubblica, altro fronte sul quale invece Renzi ha suonato la grancassa. “Ho la stessa fame del primo giorno, ho voglia di continuare il lavoro, la giustizia, la Pubblica amministrazione, il proseguimento del lavoro sulla ricerca... Il dato di fatto oggettivo e che mai nessun Paese ha fatto tante riforme in così breve tempo, siamo affamati di cambiamento, l’Italia ha bisogno di cambiamento, ci sono ancora troppi disoccupati, ancora troppi problemi, ma il dato di fatto è che ciò che sembrava impossibile è realtà”, ha detto alla stampa estera. Auguri. Non da gufi. Da scettici.

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COMMENTI
23/02/2016 - Mai mettere il carro davanti ai buoi (Moeller Martin)

L'autore scrive 'la produttività - e quindi la competitività - del Sistema Paese continua a diminuire'. Tuttavia non è la competitività ad essere conseguenza della produttività ma all'incontrario.