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RIPRESA?/ Fortis: l'Italia ha più "benzina" di Germania e Francia

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L’Italia non può certo sfuggire alle influenze internazionali. Renzi ha parlato di una possibile revisione dei tassi di crescita del Pil per cercare di tenere conto dei cambiamenti in atto, che tuttavia non dovrebbero influire più di tanto sullo scenario che noi ci attendiamo per il 2016. L’Italia ha una fame arretrata di crescita in quanto i consumi sono stati compressi in modo irrazionale per tre anni durante il periodo dell’austerità. La fiducia dei consumatori, se rimane su questi livelli alti, è un propellente che può aiutare l’Italia più di altri Paesi come Germania e Francia.

 

Lei quindi esclude che le difficoltà internazionali possano fare saltare i conti pubblici dell’Italia?

Assolutamente sì. Nel fare i suoi conti, il ministro Padoan ha tenuto conto di tutti i possibili cambiamenti di scenario. Nell’ultimo trimestre 2015 il debito pubblico italiano è cresciuto dell’1,6% rispetto all’ultimo trimestre 2014. Su base trimestrale tendenziale, è la più bassa crescita del debito pubblico da anni. Nell’ultimo trimestre 2012, sotto il governo Monti, la crescita tendenziale del debito è stata del 4,1%. Nell’ultimo trimestre 2013, sotto il governo Letta, il debito ha registrato ancora il +4,1%. Con la gestione Padoan abbiamo avuto quindi una riduzione molto significativa del tasso di crescita tendenziale del debito. Nel frattempo c’è stata anche una ripresa del Pil, che invece sotto Monti e Letta era calato.

 

Quali novità dobbiamo attenderci dalla Commissione Ue?

Oggi usciranno i risultati dell’indagine della Commissione Ue sugli squilibri macroeconomici. L’Europa rileverà che il nostro rapporto debito/Pil è ancora sopra al 60%, il tasso di disoccupazione è sopra al 10%, e che non siamo abbastanza competitivi perché la nostra quota dell’export mondiale si è ridotta rispetto a cinque anni fa. Anche se si potrebbe rispondere che l’Italia ha un avanzo commerciale con l’estero di 45 miliardi di euro.

 

(Pietro Vernizzi)



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