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SPILLO/ Wind e 3 Italia, qualcuno è pronto a rovinare il “banchetto nuziale”

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Hanno diritto di guadagnare, in fondo: è per questo che fanno impresa. E i loro manager, anche dei gruppi oppressi dal debito, non sono più gli stessi che quei debiti hanno creato. Quindi ne sono anche loro in qualche modo vittime, e non ne hanno responsabilità personale. Del resto, se questi azionisti delle società telefoniche europee in cerca di fusioni si stufassero di perdere soldi o non guadagnarne abbastanza; se davvero la Vestager ostacolasse le loro strategie di fusione; ebbene, in teoria questi azionisti potrebbero anche decidere di chiudere baracca e burattini. Mettendo sul lastrico migliaia di persone, ma almeno smettendo di sprecare soldi.

È mai possibile che sia questo che vuole l’Europa? Macelleria sociale nei telefoni? A rivolgere questa domanda alla Vestager, la risposta non si fa attendere. La Commissaria è convinta che questa minacciosa alternativa non sia un vero pericolo. Sia semmai uno spauracchio agitato come un drappo rosso davanti al toro di Bruxelles dai lobbisti comunitari russi e cinesi. La Vestager pensa, invece - e non a torto - che Vimpelcom come anche CK non possano permettersi in nessun caso di chiudere bottega perché le perdite che dovrebbero in tal caso esporre nei propri bilanci di gruppo (il cosiddetto “write-off”) sarebbero spaventose, imperdonabili dai mercati internazionali. Meglio comunque per loro tenersi aziende poco redditizie che però, nei decenni, finiranno prima o poi col guadagnare, piuttosto che cancellarle oggi dai loro conti, zavorrandoli per anni con delle spaventose perdite straordinarie.

Quindi, riepilogando: la Vestager ha ragione a voler difendere i consumatori degli immancabili aumenti di prezzo che saranno causati dalle fusioni; gli operatori, soprattutto quelli indebitati, hanno ragione a volersi fondere per risparmiare facendo investimenti insieme, snellire (ma solo un po’) gli organici e aumentare (ma solo un po’) i prezzi. E hanno ragione anche i loro concorrenti a fare il tifo per le fusioni, contando di trarne vantaggio anch’essi.

Compito delle Vestager - di nuovo: sempre lei! - trovare un punto di equilibrio tra tutte queste contrastanti buone ragioni: infliggere cioè ai promessi sposi inglesi e italiani (anche a mo’ di avvertimento per le ulteriori fusioni che si preparano qua e là) condizioni di autorizzazione pesanti, anzi pesantissime, ma un grammo meno del peso che avrebbe l’alternativa di rimanere autonomi o di chiudere bottega. In modo da farli contenti e gabbati: ovvero, fusi ma non esosi. Forza Vestager.

 

(Margherita Bisconti)



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COMMENTI
28/02/2016 - Very good...! (Giuseppe Crippa)

Davvero un bell’articolo, che fa scoprire un bel personaggino – Margrethe Vestager – ed un’ottima giornalista finanziaria, Margherita Bisconti (pseudonimo di chi?) che spero di leggere di nuovo in un prossimo futuro!