BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

SPILLO/ Wind e 3 Italia, qualcuno è pronto a rovinare il “banchetto nuziale”

Pubblicazione:sabato 27 febbraio 2016

Infophoto Infophoto

I classici conti senza l’oste: sono quello che stanno facendo i principali gruppi telefonici europei programmando fusioni a manetta tra le loro aziende senza tener conto della tigna che contraddistingue Margrethe Vestager, Commissario europeo alla concorrenza. Eppure, da quando Lady Discount - come la chiamano ferocemente i lobbisti di Bruxelles al soldo dei colossi del telefono - ha detto “niet” alla fusione tra TeliaSonera e Telenor nella sua Danimarca, tutti avrebbero dovuto capire che fa sul serio. Appartiene alla sinistra radicale danese, è una bestia politica aggressiva, convinta - beata lei - che il mercato non sia tutto, che non possa fare il bello e il cattivo tempo, e che sia la politica, guarda un po’, ad avere il diritto di regolare l’economia: e non il contrario.

Dunque la Vestager ritiene che le fusioni tra compagnie di telecomunicazioni - una vera e propria “mergermania” che vede l’Italia tra i principali teatri di gioco - siano finalizzate soprattutto se non esclusivamente a far salire i prezzi, o a farli scendere meno e più piano di quanto accadrebbe senza fusioni. Addirittura, la Vestager ha teorizzato chiaro e tondo che il numero perfetto di operatori concorrenti su un mercato nazionale non è tre, ma quattro! Quanti sono attualmente in Italia, appunto: peccato che proprio in Italia i due operatori più piccoli e più competitivi sui prezzi - Wind e 3 Italia - abbiano deciso nell’estate scorsa di celebrare le nozze, e che oggi le loro “pubblicazioni” matrimoniali giacciano appunto sulla scrivania della severa Vestager. La quale pare orientata se non a impedirle - come ha fatto con TeliaSonera e Telenor - certamente a subordinarle a condizioni talmente severe da renderle a tal punto meno convenienti da... farle saltare. Si vedrà.

Ma cosa c’è dietro questo imprevisto braccio di ferro tra l’Antitrust europea e colossi come O2, H3g (promessi sposi in Gran Bretagna) Vimpelcom e gli altri? Approfondendo un po’ è facile arrivare alla conclusione che una parte di ragione ce l’hanno tutti quanti, salvo un manipolo di superspeculatori che negli ultimi dieci anni fecero man bassa di guadagni finanziari con la telefonia, presero i soldi e scapparono, lasciando alle loro spalle debiti, debiti e debiti. Sono loro che dovrebbero pagare pegno per questo disastro, ma ormai...valli a trovare.

Ma a questa conclusione proviamo ad arrivare per gradi.

Innanzitutto partiamo dai commenti a man salva elargiti qualche giorno fa da Vittorio Colao, già fondatore di Omnitel in Italia e oggi strapotente “ceo” di Vodafone mondo. Ebbene, Colao - anziché farsi una forchettatina di affari suoi, anziché cogliere l’occasione di tacere - si è concesso a una serie di commenti sulle fusioni in corso. Condividendo la bocciatura della fusione danese (cosa fatta capo ha); esprimendo perplessità sulla proposta acquisizione di O2 da parte di Three Uk in Gran Bretagna (beh, lì la cosa farebbe nascere il gruppo leader, col 40% del mercato! E darebbe molto fastidio a Vodafone, che resterebbe indietro); e approvando in pieno la fusione italiana tra Wind e 3, che secondo lui non porterà ad aumenti dei prezzi.

Avete mai visto un concorrente elogiare la fusione tra due rivali che, una volta uniti, diventano più grandi e più forti di lui? Ecco, se non l’avevate ancora vista, ora l’avete vista. Vi pare un cosa normale? O piuttosto avete anche voi la sensazione che la prospettata fusione tra Wind e 3 Italia convenga anche a Vodafone?


  PAG. SUCC. >

COMMENTI
28/02/2016 - Very good...! (Giuseppe Crippa)

Davvero un bell’articolo, che fa scoprire un bel personaggino – Margrethe Vestager – ed un’ottima giornalista finanziaria, Margherita Bisconti (pseudonimo di chi?) che spero di leggere di nuovo in un prossimo futuro!