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Economia e Finanza

BANCHE E POLITICA/ Il modello ("collaudato" da 140 anni) per affrontare la crisi

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“Assopopolari, a 140 anni dalla fondazione, e in piena continuità con i valori e al vocazione originaria”, prosegue De Lucia, “continua nella sua mission di valorizzazione del Credito popolare, tutelandone l’immagine e rafforzando i legami tra le banche aderenti”. Oggi, l’Associazione rappresenta 63 banche popolari associate, 52 società finanziarie controllate e 150 corrispondenti; 8.823 sportelli, 1.380.000 soci, 12.400.000 clienti e 80.700 dipendenti con 450 miliardi di euro di attivo per quote di mercato pari al 26% attraverso sportelli che rappresentano circa il 30% dell’intero sistema bancario. Più sportelli che quota di mercato, ovviamente, perché la categoria è specializzata nei clienti piccoli, quelli che assorbono molto lavoro di sportello per operazioni finanziarie di importo modesto. Non a caso, nel 2015, 29 miliardi di euro sono stati utilizzati per nuovi finanziamenti alle Piccole e medie imprese e 12 miliardi alle famiglie, con un incremento, in questo caso, del 53% rispetto all’anno precedente.

E così, mentre le bordate riformatrici scuotono ma non demoliscono il sistema del credito cooperativo italiano, a livello internazionale la Cooperazione bancaria è una realtà vitale e in continua espansione. “Nel mondo sono attivi oltre 200 mila istituti”, annota De Lucia sull’Occidentale, “con 435 milioni di soci, 700 milioni di clienti, 9.000 miliardi di euro di raccolta e 7.000 di impieghi”.

In conclusione, scrive De Lucia Lumeno, “nel mondo globalizzato del nuovo millennio, ci sarà lo spazio e l’esigenza di un modello nato più di centocinquant’anni fa e basato su banche legate al territorio, a comunità locali, piccole, medie o grandi che siano come anche la crisi economico-finanziaria ha dimostrato. Sta tornando centrale, in Europa e nel mondo, il modello cooperativo e la sua applicazione in nuovi ambiti di attività come modello alla base dell’economia della collaborazione, un’economia dei beni comuni che presuppone l’interazione tra tutti i soggetti economici secondo meccanismi di cooperazione, solidarietà ed efficienza.

La massimizzazione del profitto sarà sempre più temperata all’interno di un contesto che pone l’economia reale, gli interessi dei clienti e la reputazione della società come priorità assolute. Una vera e propria inversione di tendenza resa necessaria per uscire dalla crisi. Le Banche popolari, e con esse l’Associazione, grazie alla propria storia, ai valori di cooperazione, localismo, solidarietà e sussidiarietà che le hanno generate e animate, possono affrontare con fiducia le nuove sfide del ciclo economico che si sta appena profilando. Dunque, 140 anni sono certo tanti, ma sono appena i primi di una lunga storia, una storia ancora da scrivere”.

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