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FINANZA/ Europa e banche, brutte notizie per l'Italia

Pubblicazione:domenica 28 febbraio 2016

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Ma questo è proprio quello che la Germania non accetterà mai (a parte ovvie difficoltà di tipo costituzionale per tutti i paesi europei). Come faranno i politici tedeschi ad accettare di mettere in comune con noi il debito? Impossibile da spiegare ai propri elettori. Ma soprattutto occorre rendersi conto che tale situazione (cioè l’aver fatto prima l’unione monetaria e poi quella politica a metà) non è un errore: è un disegno precisamente voluto così. Fin dall’inizio è stato deciso di fare l’unione monetaria, in modo che la moneta fosse lo strumento per costringere la politica a fare l’unione politica. Hanno omesso di dire che così si sarebbe fatta l’unione politica nelle peggiori condizioni (per la politica e per l’interesse dei popoli) e questo avrebbe favorito inevitabilmente gli interessi della grande finanza speculativa.

In altre parole, prima di fare l’unione politica, la finanza preferisce acquistare per un tozzo di pane i tesori posseduti dallo Stato. Per cui, con l’aggravarsi della crisi, verrà riproposto in pompa magna il ritornello per cui lo Stato “deve privatizzare, perché i privati lo fanno meglio”. Senza però dire chiaro e tondo che i privati fanno meglio i loro interessi e non si curano del bene comune.

E ora, che sono a un passo dal traguardo, vi pare che molleranno l’osso? Ovviamente no. E quindi non deve sorprendere la notizia di una voce secondo la quale Banca Intesa sta procedendo a una graduale massiccia svendita di titoli di Stato. Evidentemente si porta avanti col lavoro, evitando di trovarsi in difficoltà quando tutti saranno costretti a farlo e le condizioni per farlo non saranno favorevoli. A questo aggiungiamo pure il fatto che vi sono attualmente quindici banche in amministrazione controllata (prossime fallite?) e che i vertici di Mps hanno ammesso che a dicembre c’è stata una piccola fuga di correntisti, pari al 2,8% del totale. Così diventa più chiaro il quadro di quello che aspetta il sistema bancario e finanziario italiano per il 2016. Un quadro a tinte fosche.



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COMMENTI
28/02/2016 - Sostituiamo il timoniere Renzi (Carlo Cerofolini)

Parafrasando il Sommo Poeta che dire se non: ahi serva Italia di dolore ostello, nave con Renzi come nocchiere (aiuto!) in gran tempesta e destinata ad infrangersi rovinosamente sugli scogli? A meno che gli italiani, con il voto, non tolgano dal timone il capitan Matteo al più presto? Provare per credere.