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SPY FINANZA/ Così Bce e Fed "terrorizzano" la Bundesbank

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Jens Weidmann (Infophoto)  Jens Weidmann (Infophoto)

Cosa significa questo? Che potenzialmente, se si eliminassero nottetempo 307 miliardi di euro in banconote da 500 euro, il valore nozionale dell’intero ammontare di moneta fisica europea in circolazione scenderebbe del 30%, a quota 700 miliardi. Cosa ci sarebbe di meglio per poter andare più pesantemente in negativo con i tassi, tanto più che c’è la scusa emergenziale della lotta a terroristi, evasori fiscali, riciclatori e trafficanti di droga? La stessa Bank of America ha dato vita a uno studio di simulazione ed è giunta alla conclusione che l’euro in questa maniera si indebolirebbe, soprattutto contro dollaro e franco svizzero.

Il problema è: e se anche la Fed operasse allo stesso modo? Non è poi così folle pensarlo. Intervistato dalla Cnbc, infatti, il docente della Harvard School of Government, Peter Sands, ha proposto di eliminare negli Usa la banconota con più alta denominazione, ovvero i 100 dollari o Benjamins come li chiamano affettuosamente gli americani perché recanti l’effige di Bejamin Franklin, al fine di «combattere evasione fiscale, crimine finanziario, terrorismo e corruzione». Ma non solo, l’altro giorno nientemeno che un altro famoso studente di Harvard, nonché concorrente per la presidenza della Fed, Larry Summers, ha sposato questa tesi con un articolo pubblicato sul Washington Post dal titolo It’s time to kill the $100 bill, è ora di uccidere la banconota da 100 dollari. La ragione? «Una moratoria sulla stampa di nuove banconote ad alta denominazione renderebbe il mondo un posto migliore». Di fatto, le solite balle contro terrorismo ed evasione. E cosa succederebbe se questo accadesse negli Usa?

Ce lo mostra il primo grafico a fondo pagina, visto che le banconote da 100 dollari pesano per 1,08 trilioni dei 1,38 totali di valuta fisica statunitense. Eliminandole, si eliminerebbe il 78% della valuta circolante. E se in nome della lotta a tipacci brutti e cattivi, Bce e Fed operasse questa scelta, ovvero eliminare le banconote da 500 euro e 100 dollari, il combinato a cosa ci porterebbe? Sparirebbe oltre il 56% delle valute fisiche in circolazione in Europa e Usa, a quel punto si potrebbe andare in negativo fino a scalfire il soffitto dell’inferno monetario. Ecco perché, al di là dell’amore storico dei tedeschi per il contante, Jens Weidmann dice no a qualsiasi idea di eliminazione della banconota da 500 o di limitazione alla circolazione della moneta cartacea nell’eurozona.

Ma c’è anche un altro motivo, molto più serio: la sopravvivenza di Deutsche Bank. Direte voi, cosa hanno a che fare le due cose, ovvero tassi in negativo e lo stato di salute del gigante del credito tedesco e del suo portafoglio derivati? Ve lo spiega il secondo grafico, proveniente da Morgan Stanley, dal quale si desume chiaramente che nel momento in cui la Bank of Japan ha scelto l’opzione nucleare di tassi sotto zero, il credit default swap a 5 anni e il titolo azionario di Deutsche Bank sono andati fuori controllo: in parole povere, scendere sotto un certo livello di tassazione in negativo sui depositi colpirebbe pesantemente gli utili. Diavolerie che solo questo contesto di follia monetaria può anche solo minimamente contemplare.

 


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