BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

SPY FINANZA/ Così Bce e Fed "terrorizzano" la Bundesbank

Pubblicazione:lunedì 29 febbraio 2016

Jens Weidmann (Infophoto) Jens Weidmann (Infophoto)

La riunione del Consiglio direttivo della Bce del 10 marzo si avvicina e, come da copione, la Bundesbank comincia la manovre diversive per testare la reazione dei mercati e innervosire Mario Draghi, percepito sempre più come un nemico dai vigilantes del rigore tedeschi. «È pericoloso ignorare gli effetti collaterali di ulteriori politiche accomodanti da parte della Bce perché spingerebbe le persone a prelevare denaro in contanti», ha messo in guardia Jens Weidmann, presidente della Bundesbank e membro del Consiglio direttivo dell’Eurotower, durante la presentazione del bilancio 2015 della Buba a Francoforte. E la mossa di Weidmann è molto chiara: inviare un segnale agli altri banchieri centrali, poiché il 10 marzo, per una questione procedurale di turnazione, lui non potrà votare in sede di riunione del board. Con i tassi già in negativo dello 0,3%, in molti si attendono infatti un’ulteriore discesa a -0,4%, soglia limite oltre la quale la Bundesbank non è minimamente intenzionata a far operare la Bce.

Ma Weidmann ha detto anche altro, molto interessante e strettamente legato alla questione dei tassi in negativo. Rispondendo ad alcune domande sulla questione delle banconote in circolazione, riguardo le quali la Bce sta discutendo per eliminare il taglio da 500 euro (ufficialmente per limitare i fondi in nero e quelli usati dalla malavita e dai gruppi terroristici), il presidente della Buba ha spiegato che «l’80% dei tedeschi paga ancora in contanti le transazioni. E quando mi incontrano mi pongono preoccupati domande su una possibile riduzione del contante nell’Eurozona». Di più, il presidente della Banca centrale tedesca si è detto inoltre molto scettico riguardo la proposta dell’Spd tedesco di limitare la circolazione della valuta cartacea nell’Ue con un tetto di 5mila euro: «Perché credete forse che la criminalità si fermerà?», si è chiesto ironico.

Direte voi, cosa diavolo c’entrano i tassi in negativo e l’eliminazione della banconota da 500 euro? E perché Weidmann è così preoccupato? Diciamo prima di tutto che questa proposta circola da almeno un mese tra Bce e Commissione europea e la settimana scorsa il sigillo sulla serietà con cui viene tratta lo ha messo nientemeno che Benoit Coeure, membro del board della Bce, a detta del quale «le autorità competenti sono sempre più insospettite dall’utilizzo a fini criminali della carta da 500 euro, un argomento che non possiamo ignorare ancora». Formalmente, non sarebbe la fine del mondo: alla gente resterebbero comunque le banconote da 5,10, 50, 100 e 200 euro per spendere senza utilizzare moneta elettronica. Cambierebbe invece molto per la Bce. Forse molti non sanno che la banconota da 500 euro è la seconda per più alta denominazione monetaria dopo quella da 1000 franchi svizzeri, ma, più importante, come ci mostra il primo grafico, il valore totale delle banconote da 500 euro in circolazione è di 306,8 miliardi ed è in rapido aumento. Il secondo grafico ci mostra invece come a livello di percentuale degli euro un circolazione, la banconota da 500 euro sia seconda solo a quella da 50.

 

 


  PAG. SUCC. >