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CAOS BANCHE/ Fiordi: il Gacs può funzionare, bene Visco sulla revisione del bail-in

Pubblicazione:mercoledì 3 febbraio 2016

L'Ad del Credito Valtellinese, Miro Fiordi (Infophoto) L'Ad del Credito Valtellinese, Miro Fiordi (Infophoto)

Confermo che il Gacs offre un'opportunità a tutte le banche italiane: quindi anche per nostri futuri percorsi di cessione di attivi problematici. Però mi preme sottolineare che il nodo-sofferenze - all’interno dell’intera “questione bancaria” italiana - non può essere ridotto alle tecnicalità o ai confronti istituzionali. Personalmente continuo a vedere nell’opinione pubblica nazionale un atteggiamento non del tutto consapevole.

 

Quale?

In meno di dieci anni il Pil italiano è calato dell’11%. Dove si poteva scaricare quest’onda d’urto epocale se non sui conti di un sistema bancario ancora decisivo nel finanziare le imprese e le famiglie? Le banche non sono macchine perfette: non lo sono state a Wall Street, possono non esserle state nella gestione del credito in Europa e in Italia. Ma quando sento accuse generalizzate mi pare venga pesantemente sottovalutata la più dura fase recessiva della storia italiana recente. E le fratture interne non fanno bene al sistema-Paese: in questo momento ci vuole più gioco di squadra e non vuol essere per niente una frase fatta. Istituzioni, imprese, società devono cooperare di più.

 

A margine del Forex il consolidamento del sistema bancario domestico è stato al centro di colloqui e riflessi giornalistici. Qual è la situazione sul terreno delle aggregazioni, soprattutto fra le Popolari?

Ai vertici di maggiori gruppi del Paese è chiaro che il 2016 sarà un anno estremamente importante: di cambiamento, di svolta. Anche al Credito Valtellinese ci siamo dati una tabella di marcia: dopo l’assemblea annuale di primavera - chiamata anche a rinnovare il consiglio d’amministrazione - passeremo alla fase operativa delle nostre riflessioni strategiche. Che sono naturalmente già iniziate, così come presso tutte le Popolari interessate dalla riforma.

 

Al Forex il direttore generale della Popolare di Sondrio, Mario Alberto Pedranzini, ha risposto con una battuta alla domanda di un giornalista: “A Vandelli piace la Valtellina, a Fiordi l’Emilia, io dovrei dire che mi piace il mare”…

L’ho letto e mi ha fatto piacere che l’amico Pedranzini abbia confermato che il suo istituto si accinge a valutare responsabilmente tutto in un’ottica di aggregazione anche prima della trasformazione in Spa. È esattamente l’atteggiamento di partenza che abbiamo noi al Creval e l’abbiamo detto più volte. Non è neppure un mistero che le nostre ipotesi di studio a tutto campo abbiano messo a fuoco anche la Popolare dell’Emilia Romagna: se anche l’amico Vandelli ha fatto lo stesso con il Creval non può che farmi ulteriormente piacere. Vedremo. Una cosa è certa: stiamo tutti lavorando a fondo perché le Popolari italiane, tutte, escano più forti. Si rinnovino, ma non perdano la loro capacità di fare da baricentro finanziario ai distretti che sostengono Pil, occupazione, risparmio e credito nel Paese.

 

(Antonio Quaglio)



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