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SPY FINANZA/ I rischi in arrivo grazie alle Banche centrali

Janet Yellen (Infophoto) Janet Yellen (Infophoto)

Insomma, mai nella storia così tante Banche centrali avevano esplorato territori negativi sui tassi nello stesso momento. Ma attenzione, perché come ci mostrano plasticamente gli esempi di Danimarca, Svezia e Svizzera, più i tassi vanno in negativo, più aumentano i risparmi dei cittadini: stimoliamo così inflazione e consumi interni? Come mai accade questo? Semplice, tassi ultra-bassi per troppo tempo possono perversamente aumentare la propensione al risparmio dei consumatori, anche in relazione alle sempre maggiori incertezze rispetto ai sistemi pensionistici. Inoltre, nonostante il sostegno delle Banche centrali, le aziende in Europa stanno facendo deleverage e nonreleverage e stanno riacquistando propri bond e non azioni. 

Ora al grande circo dei tassi negativi si è aggiunto il Giappone e state certi che non manca molto all'arrivo nella compagnia cantante anche degli Stati Uniti e il motivo ce lo mostra questo ultimo grafico, dal quale desumiamo che dalla metà del 2015, gli investitori Usa hanno comprato praticamente zero bond ed equities, essendo stati venditori netti di rischio e hanno parcheggiato tutto il cash incrementale nei money-market funds, precisamente il tipo di non-investimento inerte che le Banche centrali odiano quanto l'oro. Ovviamente, Janet Yellen non può accettare che questo atteggiamento prosegua e quindi vedrete che agirà sulla leva del disincentivo attraverso i tassi negativi. 

Cosa otterrà, operando così? Lo schianto dei money-market funds e l'aumento della volatilità sui mercati mondiali. Ma tanto si troverà una soluzione al vertice di Shanghai, sicuramente. Almeno, così speriamo. 

 

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