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Economia e Finanza

SPY FINANZA/ Il "grande guaio" in vista per i mercati

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E a confermare che ci sia da avere paura è stato un articolo del Financial Times dell'altro giorno, in base al quale la situazione attuale è questa: «Nessuno riesce a vedere una singola, grande fonte di rischio, ma i mercati stanno chiaramente vedendo qualcosa. Ho paura che non ci stiamo accorgendo di un fatto che potremmo ritrovarci a dover affrontare molto presto». C'è una ragione tecnica, ad esempio, che spiega il gennaio horribilis vissuto dai titoli bancari, ovvero il fatto che siano saltate le scommesse long fatte da molti subito prima del rialzo dei tassi da parte della Fed. Nel mondo folle delle Banche centrali onnipotenti, infatti, quella mossa veniva letta non come una follia rispetto allo stato di salute dell'economia reale, ma come qualcosa che avrebbe messo il turbo al margine di interesse netto per le banche, ovvero lo spread tra il costo a cui si prende a prestito denaro dai depositari e quello a cui si presta quello stesso denaro a imprese e utilizzatori di carte di credito. Il problema è che la realtà è testarda e le prospettive tutt'altro che rosee per la crescita hanno fatto rallentare e di parecchio il ritmo con cui la Fed proseguirà nella sua operazione di normalizzazione della politica monetaria, quindi quelle scommesse azzardate si sono tramutate in trappole. 

Parliamoci chiaro e cerchiamo di essere onesti, è dalla fine del Qe3 che sul mercato più di un indicatore ci dice che ildecouple operato dai titoli azionari rispetto allo stato di salute dell'economia reale era qualcosa di folle, ma nessuno ha voluto prestarvi attenzione, ormai si vive in un mondo che è dominato dai multipli di utile per azione e dall'idea che Facebook abbia davvero un market cap adeguato: se vale quello che vale è solo perché tramite una legge del Senato Usa ora tutti i social network devono condividere i dati dei propri utenti su una piattaforma comune con i servizi di sicurezza, di fatto un secondo Patrioct Act mascherato. Il problema è: quanti altri utenti potrà raggiungere la creatura di Zuckerberg? Siamo già ai massimi e dubito aperture molto rapide in Cina verso la libertà di espressione, quindi quel titolo è destinato a tornare nel mondo reale quando avrà esaurito il suo potenziale di valore per Cia e Fbi. Ma il mondo ormai è questo, niente altro: follia allo stato puro. 

Vogliamo poi parlare del sistema bancario cinese, il quale scrive fuori bilancio il 40% dei prestiti che eroga? Siamo sicuri che quando parliamo di banche cinesi siamo davvero a conoscenza della loro realtà sistemica? E ora che la Bank of Japan è passata a tassi negativi, come mai la Borsa di Tokyo si schianta come ha fatto ieri? Forse perché proprio ieri la stessa Banca centrale nipponica ha cancellato un'asta di decennali prevista per marzo, poiché si attendeva tassi negativi sul bond benchmark? Signori, qualcosa di sistemico è alle porte, ce lo dice chiaramente questo grafico, il quale ci mostra l'aumento esponenziale del rischio bancario negli Usa.