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SPY FINANZA/ Il "grande guaio" in vista per i mercati

Pubblicazione:giovedì 4 febbraio 2016

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Deutsche Bank ve l'ho già mostrata, ma pensate che le banche italiane non scontino la stessa dinamica, nonostante le rassicurazioni di Padoan? Da che mondo è mondo, quando il rischio bancario sale, le equities patiscono. Punto, è molto semplice. Più di mezzo mondo borsistico è in bear market rispetto ai massimi dello scorso anno, vuol dire -20% o più: e vi assicuro che deve ancora scendere per arrivare a sgonfiare la bolla dei multipli di utile per azione su cui stiamo basando le valutazioni. Il tutto con il petrolio che torna a scendere e va a impattare sia sulle equitiesche sul credito, visto che ieri Standard&Poor's ha operato il downgrade su 10 delle più grandi aziende produttrici del settore negli Usa. Come vi ho detto, l'accordo Russia-Arabia Saudita era una bufala e l'Iran non ha la minima intenzione di tagliare la produzione proprio ora che è tornato a esportare: il greggio resterà lì piantato ancora per un po', a meno di una guerra in piena regola. 

E ieri è arrivata la notizia che ora gli Usa hanno 3700 soldati in Iraq, il che significa una cosa sola: visto che un battaglione, tipicamente, ha tra i 300 e gli 800 uomini, non siamo di fronte solo a boots on the ground, ma una forza di invasione vera e propria. Bisogna accelerare la dinamica di moltiplicatore del Pil garantita dalle spese per la difesa, bisogna farlo senza ulteriori dubbi o ritardi: perché sul mercato sta arrivando qualcosa di sistemico e occorre depotenziarlo e nasconderlo il più possibile. 

Smettetela di guardare ai dati dell'inflazione o a quanto cresce la manifattura, non è il tempo di concentrarsi sui dati macro e l'economia reale: occorre tamponare il disastro creato attraverso scommesse folli e derivati utilizzati con la facilità con cui si mangia una caramella. Occorre una sana distruzione creativa schumpeteriana, per poi ricominciare in maniera responsabile a trattare il mercato. Se negli Usa i giovani votano Sanders, un socialista anti-Wall Street, forse è il segnale che il troppo è troppo e adesso occorre davvero darsi un regolata e resettare il sistema. 



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