BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

UCIMU / Ordini macchine utensili: nel quarto trimestre 2015 bene la domanda interna, cala l'estera

Pubblicazione:

Luigi Galdabini, presidente Ucimu-Sistemi per produrre  Luigi Galdabini, presidente Ucimu-Sistemi per produrre

Nel quarto trimestre 2015, l’indice degli ordini di macchine utensili, elaborato dal Centro Studi & Cultura di Impresa di Ucimu-Sistemi per Produrre, arretra segnando un calo del 4% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, per un valore assoluto pari a 132,9 (base 2010=100).

Si interrompe così il trend positivo che durava da otto trimestri consecutivi. Il dato assottiglia la consistenza della ripresa degli investimenti in sistemi di produzione.

In particolare, il risultato complessivo è stato determinato dal negativo riscontro ottenuto dai costruttori sui mercati esteri dove la raccolta ordini è risultata in calo del 6,5% rispetto al periodo ottobre-dicembre 2014, per un valore assoluto pari a 126.

Di segno opposto, invece, l’indice degli ordini interni che segna un incremento del 6,8% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, per un valore assoluto pari a 174,4.

Su base annua l’indice ha registrato un incremento medio, rispetto al 2014, dell’8,6% (valore assoluto 128,7). Il risultato è stato determinato sia dal positivo andamento delle performance dei costruttori sul mercato estero (+6,7%) sia dai buoni riscontri raccolti sul mercato interno (+18,1%).

“Certamente - ha affermato Luigi Galdabini, presidente Ucimu-Sistemi per Produrre - i risultati messi a segno nel 2015 sono soddisfacenti e danno una positiva prospettiva per questi primi mesi del 2016”.

“Però - ha aggiunto Galdabini - se, da un lato, l’indice medio annuo registra un incremento più contenuto rispetto a quello dell’anno precedente, dall’altro, l’indice assoluto resta ancora distante da quelli che hanno caratterizzato il periodo pre-crisi. Questi indicatori dimostrano che il terreno perso non è stato ancora recuperato. Anche in ragione di ciò, è necessario che la ripresa non si fermi proprio ora”.

D’altra parte secondo l’ultima indagine condotta da Ucimu sul parco macchine istallato nelle imprese metalmeccaniche italiane e presentata due settimane fa alla Camera dei Deputati, emerge che, negli ultimi dieci anni, l’età media dei macchinari di produzione è cresciuta di quasi tre anni, attestandosi a 12 anni e otto mesi: l’età più alta mai registrata da quarant’anni a questa parte. Circa il 30% delle macchine installate ha più di venti anni, nel 2005 erano meno del 25%.

“Questi dati - ha continuato Luigi Galdabini - dimostrano che la competitività del sistema industriale italiano rischia inesorabilmente di arretrare anche perché, nel frattempo, le industrie dei paesi emergenti si stanno dotando di sistemi e tecnologie di ultima generazione. In questo contesto il pericolo che la nuova fase di ripresa si arresti già ora rende tutto ancora più preoccupante”.

“A questo proposito, oltre alla Nuova Legge Sabatini e al "superammortamento" che permette l’ammortamento del 140% del valore del bene acquisito, chiediamo interventi strutturali che possano sostenere la ripresa dei consumi e l’ammodernamento dei sistemi di produzione nelle imprese italiane, unica via per assicurare prospero futuro alla manifattura del paese. In particolare sarebbe utile prevedere la liberalizzazione delle quote di ammortamento, attraverso cui il macchinario acquistato può essere ammortizzato in tempi più brevi. La misura oltre a incentivare nuovi acquisti, di fatto, non presenta costi a carico dello Stato che vedrebbe soltanto traslata nel tempo l’entrata di cassa. Se non fosse possibile, occorre prevedere almeno l’aggiornamento dei coefficienti di ammortamento fermi ancora al 1988”.

“Detto ciò - ha concluso Galdabini - la modalità più adeguata per contrastare l’invecchiamento delle macchine utensili è l’adozione di un sistema di incentivi alla sostituzione volontaria dei macchinari obsoleti con nuove tecnologie progettate e realizzate secondo le nuove esigenze di produttività, risparmio energetico e rispetto delle norme di sicurezza sul lavoro previste dall’Ue”.



© Riproduzione Riservata.