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Notizie Mps/ In Borsa chiude a +3,51%. Per Standard & Poor's bad bank è un passo avanti

Pubblicazione:venerdì 5 febbraio 2016 - Ultimo aggiornamento:venerdì 5 febbraio 2016, 17.37

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MPS NEWS (aggiornamento delle ore 17:35) Piazza Affari sprofonda nel finale (-2,31%), ma Mps resta in rialzo e chiude con un +3,51% che tiene il titolo a quota 59 centesimi. Per Standard & Poor's, la band bank frutto dell'accordo tra Governo italiano e Commissione europea è un passo positivo, anche se non è ben chiaro quali saranno le perdite finali che le banche registreranno. Per l'agenzia di rating, il provvedimento finale farà sì che gli istituti siano incoraggianti a utilizzare lo strumento e si capirà anche la sua vera efficacia. MPS NEWS (aggiornamento delle ore 15:40) Piazza Affari ha quasi annullato il suo rialzo, ma Mps cresce del 4,7%, poco sotto i 60 centesimi per azione. Intesa Sanpaolo ha intanto presentato i risultati del 2015, confermando 2,4 miliardi di euro di dividendi, contro i 2 previsti dal piano. La banca prevede per il 2016 un monte dividendi da 3 miliardi, in linea con il piano d'impresa 2014-2017. MPS NEWS (aggiornamento delle ore 12:15) A fine mattinata Piazza Affari si muove in rialzo e Mps sale del 5,7%, sopra i 60 centesimi ad azione. I rumors di stampa continuano a parlare di trattative serrate tra Banco Popolare e Bpm, che ancora però non si sono concretizzate in una firma per un accordo di fusione. Gli incontri tra le parti proseguono e anche ieri se n'è tenuto uno a Roma, secondo quanto riferisce Il Messaggero. Per il quotidiano romano, la data chiave per l'eventuale aggregazione resta quella del 21 febbraio, anche se ci potrebbe essere un'accelerazione nel caso la situazione sui mercati dovesse complicarsi. MPS NEWS (aggiornamento delle ore 9:10) Piazza Affari parte poco mossa e Mps sale del 3,3%, tornando a quota 59 centesimi ad azione. Repubblica scrive che Montepaschi sta pensando di ritirare dal mercato un bond subordinato con scadenza 2018. Questa operazione potrebbe permettere di “rimpolpare il patrimonio primario”. Tuttavia si tratterebbe di offrire ai risparmiatori una cifra inferiore al valore nominale. Bisognerebbe poi ottenere il nulla osta dell’autorità di vigilanza.



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