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RENZI vs UE/ Forte: così Renzi si sta "giocando" le nostre banche

Matteo Renzi (Infophoto) Matteo Renzi (Infophoto)

L’opinione più diffusa è che i Paesi produttori di petrolio abbiano deciso di aumentarne la quantità e di abbassarne i prezzi per creare un problema ai produttori americani di shale oil e shale gas. In questo modo si cerca di togliere dal mercato nuovi operatori. In parte però questa mossa nasce anche dalla disperazione, perché ciascuno vende più petrolio per incassare di più anche a costo di abbassarne il prezzo. I ribassisti in Borsa prevedendo questo giocano appunto sul ribasso, e questo fa sì che sia più facile operare in ribasso anziché in rialzo in un periodo di mercato debole.

 

Che cosa c’entra questo con le dichiarazioni di Draghi?

Draghi invece introduce uno scenario diverso, in base a cui i Paesi produttori di petrolio vogliono indebolire l’economia europea. A questi Paesi la riduzione dell’inflazione non fa male, perché non hanno un problema di deflazione. L’idea di Draghi è quindi che dietro l’abbassamento dell’inflazione ci sarebbe una strategia dell’Arabia Saudita, e di altri, con lo scopo di punire e indebolire l’Europa.

 

(Pietro Vernizzi)

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COMMENTI
05/02/2016 - Occhio al portafogli (Carlo Cerofolini)

Perché meravigliarsi di questo scenario da incubo, visto che questo è il governo dei bonus (a nulla?) e quindi – dando la colpa all’Ue brutta e cattiva – Renzi, per un pugno di voti, quasi sicuramente metterà le mani nelle tasche degli italiani facendo prelievi molto ma molto più consistenti di quelli che nottetempo fece un certo Giuliano (non) Amato. A proposito dice nulla il bail-in e il crac bancario di Banchetruria & C?. Occhio quindi al portafogli, perché – come affermava Pareto - esiste un tacito patto fra il grande capitale e le sinistre per appropriarsi dei risparmi dei cittadini, oppure per dirla con Petrolini: i soldi bisogna prenderli dove ci sono, cioè ai poveri che di soldi ne hanno pochi ma sono tanti.