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SPILLO/ Generali ai minimi in Borsa: fari puntati sul bilancio 2015

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Un recentissimo report di Bernstein, d'altronde, ha sì criticato il ruolo di Mediobanca come storico azionista di riferimento, ma soprattutto la gestione Greco: che lascerebbe il Leone "in una situazione precaria". Bernstein sottolinea che Generali è l'unica big assicurativa a non aver ottenuto l'approvazione per il proprio modello "Solvency II", cioè per il set di standard di vigilanza microprudenziale previsti dagli accordi internazionali. Insoddisfacente anche "la bassa qualità del capitale, in quanto il 37% si basa sul valore futuro dei profitti vita" (il Vif è l’argomento citato anche in un recente articolo su queste pagine che ha correlato l'andamento della capitalizzazione di Borsa delle Generali essenzialmente ai benefici esterni del calo dello spread sull'ingente portafoglio di titoli di Stato italiani).

Il bilancio delle Generali sta comunque assumendo più profilo come tema di Borsa mano a mano che si avvicina l'assemblea. Pochi giorni prima di accendere il "caso Greco", lo stesso FT aveva ad esempio citato la compagnia all'interno di un’ampia feature su di un controverso protagonista della City londinese contemporanea. Lars Windhorst "è la rappresentazione di ciò che dev’essere oggi un tessitore di reti nella City", ha fatto dire sibillinamente FT a un frequentatore dei megaparty che il 39enne businessman tedesco offre abitualmente a Londra. Feste "da Grande Gatsby", annota il quotidiano, "nelle quali è possibile incrociare anche personaggi come Matthias Warnig, un ex agente della Stasi ritenuto molto vicino al leader russo Vladimir Putin".

Un personaggio "enigmatico" Windhorst: a 18 anni era già di casa al Forum di Davos, nell’entourage del cancelliere tedesco Helmut Kohl. Startupper e naturalmente "finanziere 2.0", Windhorst si trasferisce a Londra sei anni fa, ma intanto colleziona due fallimenti societari e uno personale, con sospensione di una condanna detentiva in Germania. Ciò non gli impedisce oggi di essere a capo di Sapinda, una holding parecchio misteriosa che tuttavia ha dichiarato 187 milioni di euro di utili nel 2014. In che cosa investe Sapinda? FT cita tre scommesse: Sequa Petroleum (dal Mare del Nord al Kazahstan); Amatheon (agroalimentare nell’Africa sub-sahariana) e Ichor Choal (carboni termali in Sud Africa). Quattro anni fa un discreto colpo nell’immobiliare tedesco (acquisto di beni distressed e riquotazione).

Where does the money come from, da dove prende i soldi herr Windhorst? si chiede FT. È a questo punto che viene citata Generali, assieme ad altri big names dell’asset management globale (Janus, Fidelity, L&G). Tutti gruppi che - par di capire - hanno finanziato Sapinda: rassicurati, presumibilmente, dalla presenza nel board di nomi del calibro di Edwin Eichler (ex Ceo della tedesca ThyssenKrupp dimessosi nel 2012 dopo un caso di corruzione); del super-consulente tedesco Roland Berger o dell’ex presidente svizzero di ABB, Hubertus von Grunberg. Per l’enfant prodige tedesco - espressione di quella stessa finanza centro-europea che ha riportato Greco a Zurigo - si è speso peraltro Lord Peter Mandelson, ex commissario Ue. Fra i mentori storici c’è anche Ki Kim, un misterioso finanziere sud-coreano che non può rientrare a Seul perché inseguito da pesanti indagini su manipolazioni di Borsa.