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Economia e Finanza

SPY FINANZA/ Il grafico che "spazza via" la ripresa

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All'inizio del 2015 il Baltic Dry Index, a conferma di una crisi che continuava a peggiorare, ha raggiunto un nuovo minimo poco superiore ai 500 punti. Poi è risalito, perché pian piano le scorte di merci vengono consumate e quindi riparte il traffico. Ma se non ripartono i consumi, si tratta solo di un effetto temporaneo ciclico. E infatti a fine anno (quando gli scaffali sono pieni per il periodo natalizio) il traffico precipita e non si riprende per qualche tempo (i saldi di inizio anno servono per far smaltire le scorte dell'invenduto di fine anno). Così il Baltic Dry Index al 1 gennaio 2016 era al valore minimo storico di 369, ampiamente sotto il minimo precedente a 500. E ora? 

A fondo pagina vediamo il grafico aggiornato tratto da Bloomberg. Come si vede, la discesa continua senza sosta, l'economia reale è al collasso e ai primi di febbraio il Baltic Dry Index ha superato al ribasso il livello psicologico di 300 punti. La gravità della situazione è data dal fatto che con il crollo del movimento di container verranno a mancare anche tutta una serie di prodotti che non possono essere trasportati autonomamente, poiché i costi di trasporto sono insostenibili.

Provo a spiegarmi con un esempio. Se un ordine dall'Europa di oggetti tecnologici (cellulari, computer, televisori, ecc.) riempie un container e mezzo, il committente paga ovviamente il trasporto di due container. Chi lo trasporta allora offre il trasporto a prezzi stracciati (tanto per lui è denaro in più rispetto ai due container pagati) per riempire il mezzo container rimasto vuoto. Così sugli scaffali dei nostri negozi troviamo oggetti (trasformatori, giocattoli, ecc.) di poco valore che non sarebbe economico importare dall'Asia a causa dei costi di trasporto. Ma se il costo del trasporto diventa irrisorio, allora conviene a causa del costo di produzione basso nei paesi asiatici.

La crisi però sta cambiando gli scenari e le merci asiatiche trovano sempre meno occasioni di viaggi quasi gratis pagati da oggetti più costosi. Il crollo dell'economia cinese è tutta in questa dinamica: con l'aggravarsi della crisi e con la mancanza di un adeguato mercato interno, i prodotti cinesi rimarranno invenduti. I mercati finanziari anticipano sempre gli andamenti dell'economia reale e quindi questo spiega il crollo dei mercati finanziari in atto dall'inizio dell'anno.

Questa è la realtà. Non c'è nessuna ripresa e la corsa verso il precipizio è sempre più rapida. E continuo a temere che tireranno fuori dal cilindro la soluzione pronta "per salvare l'economia mondiale": una moneta unica mondiale, la nuova forma di schiavitù globale.

 

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