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CROLLO BORSE/ Ecco i clic che fanno cadere i mercati (e l'economia)

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Le banche centrali si stanno muovendo nell’unica direzione in cui possono farlo disponendo di strumenti almeno parzialmente inadeguati. La politica monetaria è come una corda che si può tirare ma non spingere. Cercare di rilanciare l’economia con una politica di Quantitative easing produce dei risultati quantomeno dubbi. La Fed ha ripulito i bilanci delle banche Usa, scongiurando il fallimento del sistema, ma non riesce a farlo correre.

 

Intanto lo spread ha superato quota 130. Secondo lei perché?

Le prese di posizione di Renzi sull’Europa sono state in buona parte giustificabili, in quanto sono state messe in evidenza alcune debolezze dell’Ue. D’altra parte tutto ciò sta avvenendo senza essere parte di un progetto concertato comune con altri Paesi. La percezione che in parte si ha all’estero è quella di una “furbizia” italiana per evitare di stare ai patti.

 

È una percezione che corrisponde alla realtà?

Probabilmente le cose non stanno così, e tutto questo dibattito sulla flessibilità è superfluo perché ciò che è stato chiesto da Renzi restava nel perimetro di ciò che si poteva chiedere. L’impressione che ne è emersa è però quella di un’Italia nervosa, la cui crescita non riesce a tornare ai livelli degli altri Paesi. Abbiamo svoltato e siamo con il segno più, ma i risultati degli altri Paesi sono migliori.

 

(Pietro Vernizzi)



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