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Economia e Finanza

SPY FINANZA/ "L'attacco frontale" a Italia (ed Europa del Sud)

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Ieri, poi, tutte le Borse europee hanno accelerato al ribasso dopo che il sentiment della zona euro è peggiorato più del previsto a febbraio in scia ai timori per l'economia globale: l'indice Sentix, che monitora il morale degli investitori e degli analisti della zona euro, è sceso a 6 il mese in corso dal 9,6 di gennaio, contro le attese degli economisti per una lettura a 7,6. «La zona euro sta dimostrando, e non è una sorpresa, di non essere immune alla considerevole perdita di slancio dell'economia globale», si leggeva in una nota di Sentix. Inoltre, il sotto-indice delle aspettative per l'economia della zona euro è scivolato a 1,5 da 6,3 di gennaio, al minimo da novembre 2014. 

Sui mercati europei pesava e non poco anche l'alta tensione alla Borsa di Atene a causa delle incertezze per la tenuta del governo guidato da Alexis Tsipras, al centro delle proteste e delle manifestazioni di piazza per la riforma delle pensioni. Già, perché se non ve ne foste accorti, ad Atene sono tornate le molotov in piazza. Il principale indice della Borsa di Atene a metà giornata cedeva il 5%, portando il bilancio da inizio anno a -24% e l'indice generale ai minimi dal 1990: di più, l'indice bancario ieri ha toccato il minimo record di tutti i tempi crollando di oltre il 21%. La riforma delle pensioni annunciata a gennaio da Tsipras prevede la riduzione a 2300 euro dell'ammontare mensile massimo (da 2700) e una minima di 384 euro: le misure fanno parte del piano richiesto dalla ex Troika (Ue, Fmi e Bce) in cambio del nuovo piano di aiuti da 86 miliardi di euro negoziato a luglio. Cosa vi avevo detto questo autunno che la Grecia sarebbe tornata a far rumore prima della primavera? 

Ma non basta. Anche lo spread Btp/Bund si allargato fino a quota 140 punti rispetto alla chiusura di venerdì, con il rendimento del decennale italiano in aumento all'1,59%, come ci mostra il grafico a fondo pagina. «È tornata l'avversione al rischio sui mercati, in una situazione di alta volatilità e di incertezza, gli investitori vendono periferia e comprano asset sicuri come il Bund», precisava uno strategist interpellato dall'agenzia MF-Dowjones. E infatti, tutti gli spread periferici ieri si sono impennati: Italia, Grecia, Spagna e Portogallo. Che strano e tutt'altro che inaspettato deja vu. Ma come mai questa improvvisa e drastica esplosione dell'avversione al rischio in Europa, visto che le difficoltà della Grecia sono note da mesi e anche la questione bancaria italiana non è da sorpresa impensabile? Forse il fatto che i mercati cinesi siano chiusi per tutta la settimana a causa della festività del Capodanno ha portato le attenzioni e le ossessioni degli investitori altrove? 

Io ho una mia idea, chiamatela pure complottista, non importa: generalmente i complottisti ci prendono. Cosa successo infatti negli Stati Uniti durante il weekend, a parte il SuperBowl di football che ha inchiodato l'intera nazione davanti ai televisori? È successo che qualcuno non era interessato alla finale di football e ha pensato di lavorare un po', sfornando un bel report. Si tratta dello strategist di Morgan Stanley, Graham Secker, il quale non aveva di meglio da fare che spostare l'attenzione dei mercati del rischio proprio sull'Europa. Ecco cosa ha scritto. «Un aspetto che vale la pena di notare nell'attuale situazione di avversione al rischio è la mancanza di ampliamento degli spread sovrani periferici europei: questo è inusuale stando ai pattern di performance e molto probabilmente riflette il programma di acquisti della Bce. Mentre la regione è spesso percepita come un consensus di overweight da parte degli investitori equity, noi preferiamo Usa e Giappone. La nostra cautela sull'Europa riflette in primo luogo la prospettiva di ulteriore delusioni riguardo gli utili nell'area ma siamo anche attenti al risorgere di preoccupazioni geopolitiche». 

 


COMMENTI
09/02/2016 - Attacco a Italia. (delfini paolo)

Grazie per l'interessantissimo articolo.Comunque con la ue e l'eurozona non ci sarà alcuna crescita per i popoli Europei,solo un lento ma drastico impoverimento, per la gioa degli speculatori finanziari e dei loro camerieri che invece si faranno sempre di più i loro beati affari.