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FINANZA/ Draghi e la "finta moneta" che ci lascia a secco

Pubblicazione:giovedì 10 marzo 2016

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Ma qui viene a galla anche un enorme equivoco circa la possibilità del sistema bancario di creare moneta. Infatti, il sistema bancario non crea moneta, ma liquidità. Qual è la differenza? La differenza sostanziale è che la grande massa di denaro creato è denaro elettronico, qualcosa che difficilmente serve l'economia reale, in particolare l'economia domestica di tutti i giorni. E l'inflazione misura proprio quel tipo di economia, mentre non misura la grande quantità di denaro che serve all'acquisto di titoli di Stato e di tutti i prodotti finanziari, in particolare la massa spaventosa dei derivati.

In questo senso il sistema bancario non crea moneta, ma crea liquidità: la liquidità creata finisce alle banche commerciali, le quali la utilizzano dove conviene di più in un momento di depressione economica, cioè nei mercati finanziari. Questo è il motivo fondamentale per cui le iniezioni di liquidità decise dalla Bce non arrivano all'economia reale.

Questa è la nostra situazione attuale: eccesso di liquidità per la finanza e la speculazione insieme a rarefazione monetaria per l'economia reale. Ovviamente proprio per queste condizioni non mancano gli economisti che paventano una prossima crisi finanziaria, ancora più grave di quella iniziata nel 2008. Ma non è una nuova crisi finanziaria, è sempre la stessa rispetto alla quale nessuno ha posto mano alle cause originali, cioè l'aver dato tutto il potere monetario a un sistema bancario che invece di servire al bene comune fa i propri interessi.

Oggi ci sarà un nuovo vertice della Bce, che già da ora viene presentato come uno dei più difficili per Mario Draghi. Lo stesso Draghi ha annunciato di essere pronto a nuove misure da prendere a marzo, se fosse necessario. Ma a un piano del genere ha mostrato tutta la sua ostilità Weidmann, il governatore della banca centrale tedesca. In Germania infatti il Qe della Bce è visto di fatto come un aiuto indebito ai paesi più deboli. La Germania a quei paesi chiede riforme, che avranno solo l'effetto di impoverire il mercato interno di quei paesi permettendo l'acquisto per un tozzo di pane di aziende sane da parte di aziende tedesche (esperienza del resto già vista in Grecia).

Ma un altro piano sembra profilarsi e sembra il peggiore per i cittadini comuni. Il piano è quello di portare in territorio negativo i tassi di interesse in modo significativo, in modo cioè di far pagare ai correntisti la possibilità di depositare il denaro. Ovviamente c'è chi penserà seriamente di portare il denaro a casa. E qui interviene la seconda parte del piano, cioè quella della guerra al contante, ostacolando il più possibile l'utilizzo del contante per la maggior parte dei casi quotidiani. Una guerra che già da anni è in corso e ha visto diversi passaggi: prima i limiti al prelievo, poi la tassa sul prelievo di contante al bancomat, poi la campagna pubblicitaria martellante sull'evasore che usava il contante, mentre il cittadino onesto usava una carta magnetica, poi l'obbligo per i pensionati di avere un conto corrente per ricevere la pensione.

Il cappio al collo del cittadino già vessato da mille tasse e da mille pastoie burocratiche sembra stringersi sempre più. E si intravvede una sola via di liberazione: il ritorno alla sovranità monetaria. Un tema che sembra godere di sempre maggiori favori presso i popoli europei, perfino in Germania e i diversi paesi del nord Europa. Ma ci sono politici e partiti all'altezza della situazione? E ce ne sono in Italia?



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