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SPY FINANZA/ Così le banche centrali possono "fregare" soldi ai cittadini

Pubblicazione:giovedì 10 marzo 2016

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E chi paga? L'assunto che si spaccia alla gente è semplice: l'economia non riparte perché la gente non consuma abbastanza, ma, anzi, risparmia. Sarebbe interessante capire però come questa logica si possa conciliare con l'ultimo studio della Fed, in base al quale il 52% degli americani non è in grado di affrontare una spesa di 400 dollari senza dover vendere un bene di sua proprietà o chiedere un prestito. Ma il pericolo è l'Isis, non la Fed. In Europa, addirittura, siamo ai tassi negativi: in Svizzera questo ha portato a una richiesta in fortissimo aumento per la banconota a più alta denominazione, quella da 1000 franchi, la quale ora pesa per il 60% di tutti i franchi in circolazione nel Paese. E anche in Giappone si è andati in negativo e oggi Draghi potrebbe scendere ancora di 10 o 20 punti, arrivando a -0,40% o -0,50% sul tasso di deposito. Dicono di farlo per stimolare prestiti e consumi e battere così la deflazione. Balle. Non a caso, sempre più istituzioni ed economisti, come l'ex capo del Tesoro Usa, Larry Summers, chiedono l'eliminazione delle banconote a più alta denominazione e diffusione, i 500 euro e i 100 dollari. 

La motivazione è duplice: eliminare una massa di denaro simile permetterebbe di andare molto più in negativo con i tassi e, oltretutto, non permetterebbe più alla gente di detenere denaro al di fuori del circuito bancario, come avviene in Grecia. E anche qui la scusa è pronta: lotta all'evasione fiscale e al finanziamento del terrorismo. Ovviamente, l'Isis andrebbe in rovina se eliminassero le banconote da 100 dollari e, nell'eurozona, magicamente evasione ed elusione sparirebbe insieme alle banconote viola. Credete anche agli unicorni, per caso? È il grande business, di controllo e di profitto, della moneta elettronica, la quale non può essere rimossa dai depositi bancari se non per essere spesa in maniera sempre tracciabile: di fatto, se si arrivasse a una società cashless, senza contante e solo con moneta elettronica, le banche potrebbero operare tranquillamente sempre più in negativo sui depositi, di fatto rubando soldi ai correntisti in maniera legale. 

Stiamo entrando nella fase finale del processo di finanziarizzazione dell'economia. Pensateci: quando un dirigente d'azienda prende a prestito denaro da un banca per operare buybacks azionari al fine di tenere alto il valore del titolo e garantirsi bonus e dividendi, cosa fa? Converte in pagamento di interessi alla banca i futuri profitti. Tutto diviene finanziarizzato e se il flusso si interrompe, le banche hanno potere di vita e di morte sulle aziende, così come sulle case dei mutuatari in ritardo (vedi la legge appena varata, con il tentativo smascherato di abbassare le rate non pagate a 7 per arrivare al pignoramento diretto dell'immobile da parte della banca). Nulla succede a caso e iltiming appare fondamentale per smascherare i doppi fini su cui si basa l'economia finanziarizzata odierna. 

Mario Monti, uno che certi ambienti li conosce bene, ha sempre ripetuto che le crisi offrono opportunità. Mai verità fu più sacra. Crisi finanziaria dei subprime, massima operatività di M&A, fusioni e acquisizioni, di sempre e nascita della più ampia concentrazione bancaria negli Usa, con piccoli e medi istituti cannibalizzati dalle 5 grandi banche statunitensi. Crisi del debito europeo? Commissariamento delle politiche economiche nazionali attraverso Troika e processi come il Fiscal compact, imposizione della svalutazione interna come metodo di riduzione dei deficit facendo pagare il conto ai salari. Crisi del terrorismo e guerra siriana, ultimo atto della finanziarizzazione dell'economia, attraverso l'imposizione di un modello di tassi negativi che faccia pagare il conto sempre al risparmiatore e mai alle banche, anche attraverso la lotta al contante che altrimenti finanzia Daesh e i dittatori. 

Attenti a cosa annuncerà oggi Mario Draghi, potrebbe davvero scoperchiare il vaso di Pandora.



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